Zucchero filato volante – Fernando Camilleri | Recensione

Titolo: Zucchero filato volante

Autore: Fernando Camilleri

Pagine: 151

Prezzo: 5,49 euro (ebook)

Casa editrice: Eretica Edizioni

Genere: Narrativa

Felice ha undici anni e un sogno: vuole diventare astronauta a ogni costo. Quasi sempre, però, i sognatori trovano degli ostacoli durante il loro cammino e quando Felice si imbatterà in un magico e bizzarro personaggio, sarà costretto a dover prendere la decisione più importante della propria vita. Attorno all’avventura del giovane undicenne, storia centrale del romanzo, orbitano le vicende di altre persone afflitte da problemi “terrestri”, in una coinvolgente spirale di mistero e suspense, nella quale la fantascienza si mescola con la drammaticità della vita. Nella minuta mano sinistra, dita tozze e robuste stringevano il flauto. «Cosa stavi suonando?» chiese il giovane, simulando un tono amichevole. Il nano non rispose alla domanda. Felice realizzò che non era stata una buona idea quella di spingersi fin lì. Si guardò attorno e vide che non c’era alcun vialetto per giungere in quel punto del bosco, né tantomeno per fuggirne via.


Recensione

Alerte è un paesino di campagna circondato da campi e frutteti in cui gli unici rumori che si sentono sono i motori dei trattori e i versi degli animali. E’ il classico paesino in cui ci si rintana per rilassarsi un po’ e in cui tutti si conoscono. Una sera però, per le vie di Alerte sembrano esserci più gufi del solito. Questi rapaci seguiranno ogni minimo movimento di Felice che, sotto l’influenza del nano incontrato nel bosco qualche ora prima, farà visita ai suoi concittandini assistendo – pur essendone inconsapevolmente responsabile – alle loro atroci sofferenze. Di tutto questo Felice non si ricorderà nulla al suo risveglio, come non si ricorderà nulla chiunque sia stato raggiunto dalla melodia del flauto magico suonato dal nano.

Riteneva che bastassero semplici occhi per vedere le meraviglie della natura, ma che non fossero sufficienti le orecchie per udirne la voce. Bisognava ascoltare con l’anima. Diventando un tutt’uno con la natura, era possibile avvertirne il respiro, distinguerne i colori, gli odori, i sapori, fino a penetrarne la vita.

Le vittime di queste incursioni notturne sono schiave dei loro vizi: c’è l’operaio alcolizzato, l’anziana cleptomane, l’adolescente drogato, il ragazzo dipendente dalla masturbazione e la moglie adultera. Procedendo nella lettura al lettore vengono svelati  maggiori dettagli sulla vita delle vittime e sopratutto sul modo in cui parenti e vicini si sono imbattuti nei loro “resti”. Il “Difensore” viene così informato dei fatti e ne approfitta per svolgere finalmente un incarico interessante e molto importante, sopratutto quando un incendio minaccerà l’intero paesino e le vite degli abitanti.

«Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà»

La narrazione inizia in modo fiabesco e divertente ma si trasforma presto a causa di scene cupe e crude. Il narratore onnisciente accompagna il lettore in vortice di atmosfere e sensazioni. Per essere un romanzo breve è ricchissimo di personaggi ben caratterizzati, e se da un lato può risultare complicato ricordarseli, dall’altro servono a rendere più “umana” la storia.

Ogni favola ha un inizio e una fine. La nostra favola era finita, punto e basta. I gesti, gli sguardi, le parole, erano diventati normali. Quelli di due persone qualsiasi. Niente più principi né principesse. La stessa cosa che succede a tutti, no? Niente è eterno, figuriamoci l’amore tra due sconosciuti.

Perchè questo nano ha scelto Felice? Perchè vuole impedirgli di realizzare i suoi sogni? A tutte le domande che il lettore si pone durante la lettura, l’autore ha una risposta e non lascia nulla al caso; sono infatti presenti flashback che ripercorrono alcuni momenti di vita dei veri personaggi. Lo stile è semplice e comprende alcune “parole composte sganasciose” (ad esempio: porcospino, cassapanca) che Felice si diverte ad utilizzare spesso come esclamazioni. Le descrizioni sono molto accurate ed evocative sopratutto quando l’autore si esprime sulla natura. Ed è proprio la natura, e di conseguenza l’ambiente, ad essere oggetto di riflessione in questa storia.

Voi umani credete di poter fare tutto ciò che volete, ma non è così. Avete cominciato a distruggere il pianeta sul quale vivete e ne state già pagando le conseguenze. Avete avvelenato l’aria, il suolo e gli oceani per la vostra bramosia di ricchezza, il vostro egoismo, il vostro senso di superiorità. Vi uccidete tra di voi con le vostre stupide guerre e vi ammalate a causa dei disastri ambientali che provocate. Cercate di rimediare ai vostri errori viaggiando nello spazio, quando la soluzione è più vicina a voi di quanto crediate.

Ho apprezzato il mix di generi di cui questo libro è composto e la narrazione, alcune volte lenta, che permette al lettore di prendersi il proprio tempo e riflettere, sopratutto sul finale. “Zucchero filato volante” è un racconto attuale, che affronta tematiche di un’umanità che di umano ha ben poco e la cui sorte è, come è giusto che sia, nelle mani dei più giovani.


Fernando Camilleri vive a Cefalù, in Sicilia, da quando è nato. Amante del soprannaturale e dei viaggi di fantasia, trova nel blu del mare, che ha quotidianamente davanti agli occhi, la sua principale fonte di ispirazione. Ogni onda crea nella sua mente nuove storie, nuovi luoghi e nuovi personaggi. Zucchero filato volante è il suo primo romanzo.

firma


Ringrazio Fernando Camilleri per avermi inviato il pdf del suo romanzo.

 

 

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