Tienimi accanto a te – Daniela Sacerdoti | Recensione

Titolo: Tienimi accanto a te

Autore: Daniela Sacerdoti

Prezzo: 1,99 (ebook) – Pagine: 270

Casa editrice: Newton Compton Editori

Keywords: ricordi, famiglia, mistero

Votazione: 5/5


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Anna sapeva che la sua relazione con Toby era in crisi. Ciononostante non avrebbe mai immaginato che lui potesse andarsene da un giorno all’altro, abbandonando lei e la loro bambina di sei anni senza una spiegazione valida. Invece è esattamente quello che è successo e, per quanto Anna si senta ferita, ciò che più la preoccupa è la reazione di Ava: la piccola infatti entra in un completo stato di shock e si chiude nel silenzio per tre giorni. Quando finalmente ricomincia a parlare, però, Ava pronuncia parole senza senso. Vuole andare a casa. In un posto chiamato Seal. Dall’altra sua madre. Nel tentativo di aiutare la figlia, Anna decide di portare Ava nel posto di cui parla: si tratta di una piccola isola della Scozia, dove nessuna delle due ha mai messo piede. Eppure, Ava sembra avere dei ricordi legati a quel posto… Una volta arrivate, non sarà difficile innamorarsi della bellezza dei panorami mozzafiato e della gentilezza degli abitanti. Potrebbe essere l’occasione per il nuovo inizio che Anna desiderava?


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Una trama così non può che incuriosire, preparando il lettore ad una lettura piacevole e intensa arricchita da una sfumatura paranormale.

Ava ha sei anni ed è la figlia di Anna e Toby. La bambina vuole molto bene al padre e fortunatamente non coglie quei dissapori che creano malcontento nella coppia, invece Anna sopporta e perdona i vari errori del compagno per poter continuare ad illudersi di avere una famiglia felice – quella che lei non ha mai avuto. Quando Toby decide di abbandonarle, Anna si ritrova a dover dividersi tra il lavoro da infermiera e la figlia che nel frattempo, per qualche giorno smette improvvisamente di parlare.

Alle prime parole che Ava pronuncia dopo quei fatidici 3 giorni, Anna dovrebbe rilassarsi e tirare un sospiro di sollievo, invece sentendo la domanda : “Dov’è l’altra mia mamma?” la donna non sa come comportarsi e si ritrova ad affrontare un breve periodo particolarmente difficile, in cui cerca di non confrontarsi con nessuno e a minimizzare, inventando scuse per rispondere a chi le pone domande troppo scomode. Il respiro di Anna, e di conseguenza del lettore che sta osservando la scena, si ferma di fronte a quella bambina che rammenta episodi che non ha mai vissuto in questa vita. Una delle cose che maggiormente preoccupa Anna è il soggetto dei disegni che la figlia realizza a scuola: una spiaggia, il mare, Ava e una donna che non è Anna. Quando finalmente Anna decide di affrontare l’argomento con la sua collega Parvati, lei la indirizza da uno specialista. Ma non sarà lui la soluzione al problema, bensì un viaggio in Scozia, nell’isola di Seal, oggetto dei discorsi e dei disegni di Ava.

In un posto del genere era impossibile essere preoccupati o pieni di pensieri; si poteva solo lasciarsi riempire dalla bellezza e dallo stupore per quello che si aveva davanti agli occhi.

Sull’isola entrambe si sentono a casa, complice un’atmosfera calma e affascinante e persone cordiali e disponibili. Il destino sembra essere l’artefice dei principali avvenimenti a cui solitamente non si farebbe caso, ma che col senno di poi fanno sorridere ripensandoci: la mancata prenotazione in albergo; un auto che smette di funzionare; una stanza per gli ospiti a disposizione; un abbraccio un po’ troppo caloro tra sconosciute. Queste e molte altre sono le coincidenze che dettano le regole a Seal, tra cui la più drammatica di tutte, che metterà la parola fine ad una sofferenza e regalerà pagine bianche per poter scrivere una nuova storia.

Eppure, la giornata non era ruotata solo intorno ai ricordi di Ava. Stava accadendo anche qualcos’altro. Qualcosa di inaspettato. L’isola stava lavorando su tutte e due. Faceva luccicare gli occhi di Ava e alleviava le mie peggiori preoccupazioni.

I capitoli si alternano permettendo al lettore di leggere la storia dal punto di vista dei vari protagonisti, tramite una narrazione in prima persona. Il ritmo è dolce e culla il lettore tra le pagine impreziosite da un linguaggio elegante, che descrive ambienti e atmosfere con grande abilità. Il tema fondamentale di questo libro è sicuramente la famiglia: la sofferenza di una perdita, il senso di colpa, ma anche il sollievo della condivisione, una tazza di tè che aggiusta tutto, il focolare che scalda i cuori… Piccoli momenti positivi e negativi che uniscono le persone e rendono speciale un rapporto che, anche se non è legato dal sangue, è unito da una forza maggiore invisibile.

Mi sentivo come un estraneo che stesse spiando la vita di qualcun altro, come quando di sera cammini per strada e riesci a vedere nelle case in cui non sono state tirate le tende: ognuna è come un piccolo teatro, con i suoi abitanti impegnati a inscenare le proprie vite.

Dov’ è il paranormale in tutto ciò? Proprio come un’anima che aleggia accanto a noi senza farsi notare, il mistero in questa storia è impalpabile. Si sente che c’è, si hanno delle dimostrazioni, ma la chiave di lettura è sempre piuttosto razionale. Questo comporta indubbiamente un finale che nonostante concluda intelligentemente la storia, non risponde a tutte le domande che il lettore potrebbe porsi durante la lettura. Ma il bello del mistero non è proprio questo? Non sempre si riuscirete a dare una motivazione alle cose che vi capitano. Ad esempio, perchè siete capitati su questa recensione? Forse avete bisogno di leggere proprio questo libro…

A Londra, la natura era tenuta sotto controllo: s’intrufolava tra gli edifici e lungo i marciapiedi, e perfino nei parchi l’erba e gli alberi venivano puliti, addomesticati e controllati quotidianamente. Qui, però, era diverso. Il cielo e il mare governavano il ritmo della vita, e nel loro abbraccio potevi respirare liberamente; ma quando ti gravavano addosso con tutta la loro forza e potenza, ti ricordavano la tua fragilità, e quanto siamo piccoli davanti agli agenti naturali. A Seal a volte la notte, semplicemente, era troppo grande da sostenere.

Tienimi accanto a te è un balsamo per un cuore indurito dalle sofferenze ed è un viaggio in Scozia affascinante. E’ un romanzo che parla di amore, ma soprattutto di famiglia. Una storia che il lettore assapora sentendo l’odore del mare nelle narici e il calore del focolare sulla pelle dopo un’uscita sotto la pioggia. Tienimi accanto a te avvolge il lettore in un abbraccio confortante, che trasmette la sicurezza di chi sa che tutto andrà come deve andare…E chi lo decide come dovrà andare? Tocca a voi scoprirlo.


Daniela Sacerdoti è la pronipote del celebre scrittore Carlo Levi. È nata a Napoli ed è cresciuta in Piemonte, ma negli ultimi anni ha vissuto in Scozia. È laureata in Lettere classiche ed è stata insegnante di italiano, latino e greco. Scrive sia in italiano che in inglese. La Newton Compton ha pubblicato Ho bisogno di te, suo romanzo d’esordio, che è stato bestseller in Inghilterra, Se stiamo insieme ci sarà un perché e Amore zucchero e caffè. Tienimi accanto a te ha già riscosso un notevole successo in Inghilterra. Per saperne di più, visitate il sito www.danielasacerdoti.com o seguitela su Facebook e su Twitter (@danisacerdoti).


Recensione a cura di:

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