The Circle: i comandamenti della religione social

Buongiorno lettori! Come sempre in questa rubrica vi parlo dei film e delle serie tv che mi hanno maggiormente colpito e che sono tratti da libri o semplicemente ne parlano. Non trattandosi di recensioni ma di riflessioni, non ci sono spoiler, quindi potete leggere il post senza paura!

the circle

Il film in questione è The Circle (2017) diretto da James Ponsoldt che vede come protagonisti Tom Hanks e Emma Watson. L’idea originale è di Dave Eggers che ha pubblicato nel 2013 “Il Cerchio“, una distopia  inquietante in cui si mira ad utilizzare i social network per creare un mondo più sano, più sicuro e privo di conseguenze. Sarà davvero così?

Scheda tecnica:

The Circle, la trama

The Circle è un thriller psicologico in cui la privacy non è più un diritto. Appena Mae (Emma Watson) fa il suo ingresso nella più grande azienda di tecnologia e social media del mondo, The Circle, è infatti  incoraggiata dal Fondatore della società Eamon Bailey (Tom Hanks) a rinunciare alla propria privacy e a vivere la sua vita in un regime di trasparenza assoluta. In breve tempo, col suo diligente lavoro, porterà l’azienda a livelli altissimi ma si renderà presto conto che le sue decisioni e azioni saranno determinanti per il futuro dell’intera umanità.

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1° comandamento: La trasparenza

In “The Circle” ricorre spesso la parola “trasparenza”. Se un Circle rinuncia consapevolmente alla propria privacy, condividendo con il mondo ogni secondo della propria vita, viene definito trasparente perchè è completamente limpido, non ha segreti e tutti possono vederlo. Oppure no? Perchè se essere trasparenti in “The Circle” significa che tutti possono vederti, chi ci dice che non voglia anche dire essere talmente trasparenti da risultare invisibili? Se ci pensate, se una cosa è trasparente si è consapevoli della sua esistenza ma diventa un tutt’uno con le altre cose che la circondano, perdendo quasi la sua reale identità. Ed è anche l’identità stessa oggetto di discussione: se sapessimo di essere costantemente osservati cambieremmo il nostro modo di essere?

2° comandamento: “I segreti sono bugie”

La condivisione di tutto ciò che ci riguarda ci porta inevitabilmente a non avere più segreti. In questo caso però viene analizzata solo la versione negativa del segreto, i crimini e le bugie ad esempio, ma cosa mi dite delle bugie a fin di bene o delle sorprese? Anche queste sono segreti, ma non sembrano tanto gravi o temibili quanto un crimine. Secondo alcuni studi due estranei si mentono più o meno 300 volte durante i primi dieci minuti della loro conversazione. Questo accade non perchè vogliano nascondere la loro natura da serial-killer o pedofili ma semplicemente perchè, inventando alcuni dettagli su se stessi, sentono di riempire un vuoto dovuto a qualità che pensano di non avere e che li farebbero sentire più apprezzati.

3° comandamento: “Condividere è prendersi cura”

Il Fondatore di The Circle racconta di come suo figlio, costretto a stare su una sedia a rotelle a causa di una malattia, possa vivere esperienze che altrimenti gli sarebbero negate, grazie a tutte le persone generose che condividono le proprie tramite foto e video. La privacy infatti in questo film viene considerata un furto, ma come può venire rubata una cosa che non ci appartiene? Si può parlare di egoismo, al massimo, ma di furto no. Immaginate di fare un uscita in solitaria, come fa la protagonista andando sul kayak: se lo fate in solitaria evidentemente volete stare da soli, eppure questo non è concepibile; Mae infatti, quando i suoi colleghi le chiedono cosa avesse fatto nel weekend, viene rimproverata proprio per il fatto di non aver interpellato uno di loro, così da poterci andare insieme.

Assenza di introspezione

Leggendo qualche recensione del libro e del film è venuto fuori che oltre ad avere finali differenti, il film sopratutto pecchi di mancanza di introspezione. Lo spettatore si trova di fronte a cambi repentini di umore e di scelte da parte di alcuni personaggi, senza però averne chiara la motivazione, che a quanto pare nel libro “Il Cerchio” David Eggers riesce ad approfondire. E’ inquietante vedere come quasi nessuno dei dipendenti della società metta in dubbio le parole di Bailey: ogni parola che pronuncia è sacra e viene seguito come una profeta dai suoi discepoli. Non c’è più tempo, o motivo, per passare del tempo con se stessi, e chi lo fa viene perseguitato attraverso una sorta di app.

La stanza dei libri e la metropolitana dei server

Vedere Emma Watson entrare nell’ufficio di Eamon Bailey, circondata dai libri, ha fatto partire il collegamento istantaneo, nella mia mente, al ruolo che ha interpretato ne “La Bella e la Bestia”. Nel film però quella stanza, rispetto alla biblioteca della Bestia, può intristire parecchio, sopratutto i lettori come me. Le pareti sono ricoperte da scaffali ricolmi probabilmente di prime edizioni che però non vengono sfogliate neanche una volta: pura e semplice scenografia relegata in una stanzetta di pochi mq. E come per sottolineare il passaggio ad un futuro più tecnologico a Mae vengono mostrati interi chilometri di tunnel della metropolitana che ospiteranno i server che registreranno i dati dei vari Circle.

Conclusioni

The Circle potrebbe tranquillamente diventare realtà, purtroppo. Non basta credere che se tutti, ma proprio tutti, diventassimo “trasparenti” saremmo al sicuro e nulla potrebbe essere usato contro di noi. Il problema nasce proprio nel barattare la nostra privacy e il nostro spazio mentale e vitale con la promessa della sicurezza, della generosità e della vita stessa. Non saremmo più nessuno, diventeremmo un tutt’uno: non saremmo però l’unione che fa la forza, ma la massa che varebbe meno del singolo individuo.

Le frasi più belle

Perchè conoscere è un bene… ma sapere tutto è meglio!

Usando al massimo le nostre capacità, non esistono problemi che non riusciamo a risolvere.

I segreti sono bugie.

Abbiamo sempre amato viaggiare, abbiamo visto un sacco di cose, e ora la nostra realtà è filtrata da tutto questo?!


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