Una specie di ragazza – Verdiana Nobile | Recensione

 

Titolo: Una specie di ragazza

Autore: Verdiana Nobile

Pagine: 122 – Prezzo: 13 euro

Casa editrice: Eretica Edizioni

Genere: Romanzo – Formazione

Londra. Un ragazzo incontra una ragazza. Ma questa non è una storia d’amore. Non una di quelle tradizionali, almeno. Lei ha i capelli color petrolio, è un po’ stramba, logorroica, invadente. Lui, un giovane e brillante giornalista intrappolato in un lavoro poco gratificante. Insieme si tuffano alla riscoperta della loro città, trasformando ogni appuntamento in una piccola avventura, imparando a conoscersi e fantasticando sul futuro. Ma, una mattina, lei sparisce. Non un biglietto, non una spiegazione. Ogni oggetto legato a lei sembra essere svanito magicamente. Ritrovarla, per lui, diventa un’ossessione che lo porterà a dubitare di se stesso, ad affrontare verità scomode, a rivalutare le sue scelte, le relazioni con gli altri, l’intera concezione che ha sempre avuto di sé e del suo mondo. Chi è davvero Leila? Quanto è reale?


Recensione

Questo libro non è il classico romanzo sentimentale, anche se potrebbe sembrarlo, quindi se non siete amanti del genere dategli comunque un’occasioneL’amore c’è, o meglio, nasce pian piano come in tutte le relazioni. In tutte le relazioni però, quando l’amore nasce, i due innamorati lo curano e lo alimentano cercando di fare il possibile per stare insieme per sempre; ma questa storia, come vi ho già detto, è diversa. E’ diversa perché è raccontata in prima persona dal protagonista maschile, un neo-giornalista a cui è stata affidata la pagina degli spettacoli del settimanale per cui lavora. E’ diversa perché Leila, la ragazza sfuggente che lui incontra per caso in un pub e di cui si innamora, sparisce senza lasciare alcuna traccia.

Sapevo poco e niente di Leila e questo mi piaceva, perché il modo che aveva di non parlare di sé mi permetteva di fantasticare su chi potesse essere, mi permetteva di scoprirla attraverso le poesie che a volte mi faceva leggere, mi permetteva di non aspettarmi niente e di tenermi pronto a tutto.

In questo romanzo assistiamo alla maturazione del protagonista che ci narra la vicenda. Ci aggiriamo nel suo appartamento che dopo mesi dal trasloco è ancora da sistemare; andiamo con lui in ufficio conoscendo il suo collega non troppo loquace e presenziamo ad eventi artistici di cui lui dovrà parlare nei suoi articoli. La sua vita sembra essere arrivata ad un punto morto: non ha la voglia di sforzarsi per ottenere qualcosa di più perché tutto sommato quello che ha gli va bene così. Ma questa convinzione passerà non appena avrà a che fare con Leila.

A me piacciono i libri, lo sai. Mi innamoro delle parole. E mi innamoro degli uomini che sanno usarle, che sanno cosa dirmi, che sanno raccontarmi storie, che sanno litigare con qualcosa di più di grugniti e accuse. Il problema è che chi sa usare le parole, spesso ci resta incastrato dentro e non arriva mai ai fatti. E le parole ad un certo punto finiscono, sai? Quando hai usato tutte le più belle ti restano solo quelle normali e allora capisci di essere diventato solo normale anche tu, per chi te le dedica. Quelli bravi con le parole ti dicono che vogliono stare con te, ma poi non lo fanno, non ci sono. Non restano. Capisci che intendo?

Leila è una ragazza che non ama stare ferma, che sparge tazzine di caffè in giro per la casa solo per lasciarsi avvolgere dall’aroma, che ama essere logorroica solo quando non deve parlare veramente di se stessa, che è misteriosa ed è stranamente perfetta. Insieme i due protagonisti viaggiano per il mondo pur non muovendosi da Londra: vanno in Giappone visitando i “Kyoto Gardens“; in Spagna mangiando street food; in Cina ed infine in India. Mediante questo stratagemma l’autrice permette al lettore di camminare per Londra insieme ai protagonisti e di condividere con lei l’amore che ha dichiarato di avere per questa città.

Non mi piace conoscere una certa canzone o un certo disco e magari affezionarmici. Se ti affezioni alle canzoni è perché le associ a qualcosa, a qualcuno, ad un momento. E se le associ a qualcosa o qualcuno che poi ti feriranno non potrai più ascoltarle senza starci male ed odiarle almeno un po’.

Lo stile semplice e il registro medio rendono la lettura scorrevole, anche se in alcuni punti ho riscontrato delle difficoltà a mantenere alto il livello di attenzione, probabilmente a causa della “quotidianità” narrata. Quando Leila sparisce però la favoletta iniziale si sgretola e si passa all’azione, fatta di ricerche sui social, appostamenti e indagini. Il ritmo si fa più incalzante e i toni inizialmente dolci e delicati diventano disperati e preoccupati a causa dell’evolversi della situazione che sconvolge e porta a riflettere.

Mi sono concentrato talmente tanto su me stesso, sul diventare impossibile da non amare, da trasformare gli altri in puro e semplice pubblico. Lo spettacolo sono io. Sono io ad andarmene dietro le quinte, quando decido che può bastare, quando non ho più niente da mostrarvi, quando i vostri applausi non mi entusiasmano più.

“Una specie di ragazza” è un romanzo di formazione che nella sua brevità colpisce nel segno. Verdiana Nobile ha la capacità di emozionare senza l’utilizzo di frasi eccessivamente complesse o grandi colpi di scena. Tocca delle corde che risuonano un po’ in ognuno di noi e le fa vibrare con semplicità e leggerezza.


Verdiana Nobile è nata a Sapri (SA) nel 1987 e la domanda più difficile che le si possa fare è: “Di dove sei?”. Ha vissuto a Roma, a Londra e in diverse città della provincia di Cuneo. Scrive poesie, racconti, canzoni, fiabe e romanzi da quando aveva otto anni, perché le parole sono le sue migliori amiche. Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo inedito “Rebel Girl” con la Firenze Libri e, nello stesso anno, il suo componimento breve “Alla fine” è stato inserito nell’antologia “Lettera d’amore” edita da NOUBS. Nel 2013 ha pubblicato la raccolta di poesie “Parti di bambola” sul portale Lulu.com.

firma


Ringrazio Eretica Edizioni per avermi inviato una copia di questo romanzo.

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