Scacco in quattro mosse – Stefano Mecca | Recensione

Titolo: Scacco in quattro mosse

Autore: Stefano Mecca

Pagine: 424 – Prezzo: 18,00 – Ebook: 5,99

Keywords: quotidianità, misteri, inganni

Voto: 4/5


Acquistalo qui


Un giornalista intrappolato nella rete di menzogne che lui stesso ha contribuito a creare. Un uomo che si ritrova un vicino di casa omonimo, minacciato da strani individui. Un pubblicitario che perde la testa per la donna che sposa, la quale ben presto inizia a manifestare inquietanti sdoppiamenti di personalità. Un figlio al capezzale del padre, ricco magnate e genitore assente, che fa un doloroso bilancio del loro rapporto. Quattro uomini che vorrebbero avere il controllo delle proprie vite, cercando di essere più forti e più scaltri del mondo che li avvolge. Quattro storie nebulose legate da un filo conduttore fatto di inganni, illusioni e misteri.


Guarda la foto su Instagram


Idea: 5

Questo libro racchiude le storie di 4 uomini più o meno insoddisfatti della loro vita a causa di problemi o mancanze. Ogni racconto narra uno spaccato di vita, la personale partita che ogni protagonista gioca con il proprio destino. Non sono racconti brevi, come solitamente accade nelle raccolte di racconti. Ogni storia è composta da circa cento pagine e viene raccontata abbastanza dettagliatamente. I primi due racconti sono più misteriosi, quasi thriller, affrontati però con uno stile tragicomico; gli altri sono invece più seri e affrontano argomenti più pesanti come lo sdoppiamento di personalità e il rapporto padre-figlio.

Sviluppo: 5

1. Roberto Papaquano, giornalista di cronaca, rischia di perdere il proprio lavoro. Ha bisogno di una storia interessante, che spinga le persone a comprare il giornale. Una serie di improvvisi omicidi sembra essere l’occasione perfetta. Non è soltanto Roberto il protagonista di questo racconto: ci sono due gemelle piuttosto ciniche che nascondono un segreto e un montanaro senza un braccio dall’aria poco rassicurante. Le vittime di questi omicidi vengono uccise con dei chiodi e la loro morte non sembra spaventare particolarmente i cittadini, anzi…

2. Trovarsi nella buca delle lettere una minaccia di morte non è piacevole, soprattutto se un losco personaggio, fuori dal tuo palazzo, chiede di te. E’ quello che succede nel secondo racconto a Riccardo Giorgi, che conduce una vita apparentemente monotona e tranquilla, tra il suo appartamento e il suo negozio di film. Il problema si verifica quando scopre di avere un vicino di casa che si chiama come lui. Come farà per togliersi da questo impiccio?

3. Un grafico pubblicitario insoddisfatto del proprio lavoro trova finalmente l’amore e si sposa con Nina, una ragazza bellissima e seducente. Tra una giornata passata in ufficio con i colleghi – ad inventare campagne pubblicitarie poco stimolanti con un capo insopportabile – e la vita di coppia che inizialmente sembra andare a gonfie vele, accade qualcosa. Nina assume atteggiamenti sempre meno femminili, fonda un’agenzia di guardie del corpo e di notte rimane sveglia a fissare il marito con uno sguardo perso. Cosa le sta succedendo?

4. In quest’ultimo racconto un figlio, al capezzale del proprio padre, espone tutto ciò che non ha mai avuto il coraggio e l’occasione di dirgli. Un’infanzia passata davanti alla televisione sperando di vedere il proprio padre, che però la televisione la possedeva e la dirigeva, non la faceva. Cinque canali televisivi, cinque format nei quali regna l’ignoranza. Essere figlio di una personalità del genere ha anche i suoi vantaggi però: i soldi, il lusso. Ma l’assenza di un padre crea una mancanza enorme. Quale saranno le sorti di questi due uomini?

Tecnica: 4

Stefano Mecca sa scrivere e lo fa con uno stile molto particolare, che gli permette, racconto dopo racconto di adattare la sua scrittura al genere che sta affrontando. I primi tre racconti vengono narrati da un narratore esterno, mentre l’ultimo è un monologo, un flusso di coscienza del protagonista. Il linguaggio non è particolarmente ricercato e il ritmo rimane abbastanza incalzante, a parte nell’ultimo racconto nel quale rallenta a causa di passaggi piuttosto ridondanti.

Intrattenimento: 4

Il primo racconto è quello che ho più preferito e che forse ha creato in me aspettative troppo alte perchè infatti gli altri tre non mi hanno particolarmente colpita. Si tratta di un libro che comunque incuriosisce e che offre qualche spunto di riflessione sulla società. Il riferimento a Norman Bates del terzo racconto verrà sicuramente apprezzato dai fan di Psyco, mentre le tematiche generali sull’insoddisfazione e sulla precarietà permetteranno, ai più, una facile immedesimazione.

Emozioni: 3

Questa raccolta di racconti non ha però stimolato in me particolari emozioni. Intrattiene, come ogni buon libro dovrebbe fare, ma sprigiona una certa freddezza che non mi ha permesso di emozionarmi. Devo però ammettere che alcuni passaggi, ricchi di suspense non lasciano indifferenti.

Scacco in quattro mosse non ha nulla a che vedere con il gioco degli scacchi in sè, ma ci ricorda che siamo tutti pedine in una partita con il destino. Basta una mossa sbagliata e da vincenti ci trasformiamo in vinti; ma come dice il famoso detto l’importante non è vincere, è partecipare. A voi, quindi, la prossima mossa.


STEFANO MECCA. Classe 1968, è Direttore Artistico del Teatro Prova di Bergamo, regista teatrale, insegnante di recitazione e di storia del teatro. Ha pubblicato diversi racconti in antologie edite da altrettante case editrici. Scacco in quattro mosse è la sua prima raccolta.


Recensione a cura di:

Precedente A chi risponde il cielo? - Rosaria Manuela Distefano | Recensione Successivo Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza - Luis Sepùlveda | Recensione