Recensione: “La casa trasparente” di Sabina Spada

  • divisiore recensionicasa trasparenteTitolo: La casa trasparente

Autore: Sabina Spada

Pagine: 185

Prezzo: 13,00

Casa editrice: Cairo

Genere: Narrativa

VOTO: votovotovotovotovoto


TRAMA:

Sembra una giornata normale, quella che attende Ilaria alle sette di una mattina di giugno, annunciata da un cellulare usato come sveglia. Ogni segno, ogni gesto lasciano presagire che anche quel mercoledì scivolerà via come migliaia di altri giorni nell’esistenza di una giovane coppia con una figlia. Ma, all’improvviso, il silenzio degli ultimi momenti di sonno rubato agli impegni quotidiani è rotto da un rantolo prolungato, da un suono inarticolato nel quale svanisce un intero mondo con i suoi sogni e le sue speranze. Paolo, il marito, muore nel letto in quel mercoledì che non ha più niente della normalità. Adesso, per Ilaria e Chiara, la figlia, si solleva il sipario su una scena privata inaspettatamente del primattore, su un futuro che è difficile persino immaginare. Che cosa accadrà dopo i tristi e lamentevoli riti delle esequie, dopo i momenti di conforto di conoscenti e amici? Se dapprima Ilaria si sforza di cancellare la tragedia dalla quotidianità per continuare a vivere insieme con la sua bambina, pian piano la “fragorosa” assenza del compagno la sprofonda in una sorta di tormentato esilio da se stessa, finché… Con una prosa tagliente e raffinata, in La casa trasparente Sabina Spada offre al lettore una storia forte e vera, vissuta e narrata attraverso gli occhi di chi sa che soltanto la gioia di vivere che germoglia dal dolore può cambiare il destino di una persona. Un romanzo d’esordio di grande impatto, un libro che ha tutte le qualità per diventare un caso letterario.

RECENSIONE:

Questo libro parla di una morte…La morte di un marito quarantenne, di un padre. Ma è allo stesso tempo un inno alla vita! Non è una normale storia in cui si assiste pagina dopo pagina alla sofferenza portata ad esempio da una malattia, ad una quotidianità interrotta bruscamente da un incidente…nulla di tutto questo. La narrazione si apre con gli attimi più duri che una moglie possa mai vivere: Ilaria si sveglia accanto al marito, Paolo, che sta agonizzando. La scena è descritta nei minimi particolari, il panico della donna pervade il lettore. E così, nelle prime righe, un personaggio fondamentale della storia, la abbandona. Ma Ilaria non può disperarsi, ha Chiara, la figlia di 2 anni, a cui deve badare e a cui l’autrice dedica alcune pagine nelle quali madre e figlia si confrontano. Giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, Ilaria cerca di riprendere in mano la sua vita, più forte ancora di prima.

Una nuova unità di misura del tempo, scandito in giorni a partire da quel mercoledì, sostituisce ogni altro criterio o convenzione. Le giornate cambiano nome e diventano un giorno senza Paolo, due giorni senza Paolo, tre giorni senza Paolo e così via.

Il panico e la disperazione hanno occupato alcune pagine, lasciando poi spazio ad una forza che non pensavo in certe occasioni si potesse avere: l’autrice descrive tutte le scene in modo chiaro, crudo, senza troppi giri di parole e anche Ilaria, cerca di rialzarsi quasi senza cedimenti. Ho apprezzato la sua forza, anche se a volte pensavo “Ma come è possibile? Come mai non passi le tue giornate segregata in casa a disperarti? Come fai a non uscire di casa vestita con i primi stracci che hai trovato, al posto di truccarti e farti bella?” Lei è forte, e ce la fa. Riesce a spiegare alla figlia piccola, che il papà è morto e non tornerà più; riesce a organizzare viaggi lontani, non per fuggire ma per ricrearsi; riesce a buttare via le cose del marito perdendosi in qualche ricordo, piangendo un pò, ma continuando a sopravvivere…

Buttare via è straziante, ma poi Ilaria si rende conto che la fitta di dolore dura solo un attimo, e le fa bene non avere in giro per casa tutti quegli oggetti che agiscono come buchi neri. Risucchiano con forza le sue emozioni e creano una sorta di gorgo energetico da cui diventa difficilissimo tirarsi fuori.

Questo libro è speciale. Almeno per me, che ho il terrore della morte (non mia, ma del mio compagno); mi ha insegnato come affrontare una situazione che reputo insuperabile, stroncante. Mi ha fatto capire come ognuno di noi affronti le cose in modo diverso e come nonostante tutto prima o poi si riesca a superare tutto.

Ho pianto per metà libro perchè ritrovavo in quelle parole le mie paure; i pensieri che di solito allontano, me li sono trovati sbattuti in faccia, descritti, affrontati, superati.

Leggetelo se come me è un argomento che vi spaventa, leggetelo se vi è successa una cosa simile, leggetelo anche solo per arricchirvi, perchè fidatevi, lo farà!

 

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