Recensione di Un tramonto a Parigi – Jenny Colgan


Titolo: Un tramonto a Parigi
Autore: Jenny Colgan
Editore: Piemme
Pagine: 416
Prezzo: 10,90
Genere: Romanzo rosa
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TRAMA:
Nell’ora in cui il sole sorge su Pont Neuf – il ponte dei lucchetti – e le stradine di Parigi cominciano pian piano a risvegliarsi, Anna Trent è già al lavoro: immersa nel profumo di zucchero e cacao, inventa e prepara le sue creazioni di cioccolato finissimo. Deliziose prelibatezze che abbelliranno la vetrina dell’antica bottega dove ha cominciato da poco a lavorare, per poi finire sulle tavole imbandite delle più belle case di Parigi. Ma questa passione, per Anna, è cominciata molto prima – a casa sua, nel Nord dell’Inghilterra, e nella fabbrica di cioccolato industriale dove un brutto incidente ha imposto una fermata obbligatoria alla sua vita, facendole perdere il lavoro e l’allegria. Ma quando tutto sembra perduto, c’è sempre Parigi. E così, grazie all’aiuto della cara, vecchia professoressa di francese – l’unica materia in cui Anna aveva qualche voto decente – addio pioggerella fine e insistente dei sobborghi inglesi, addio cioccolato industriale… Nella bottega del maestro cioccolataio Thierry la vita ha un altro sapore, e i sogni anche. Riuscirà Anna a realizzarli tutti, compreso quello di trovare il grande amore? La sola cosa che sa per certo, mentre al tramonto passeggia per le viuzze della città, è che quando Parigi chiama, l’amore risponde.

RECENSIONE con estratti:

Anna: Trent’enne, inglese, operaia in una fabbrica di cioccolato che a causa di un incidente viene lasciata a casa dal lavoro e nel tempo che trascorre in ospedale per riprendersi incontra una sua vecchia professoressa di francese.
Claire: Professoressa di francese, afflitta da tumore e ricordi che la divorano sempre più, farà in modo che Anna riprenda in mano la sua vita, vivendo un’esperienza simile a quella che ha vissuto lei in gioventù
Thierry: Mastro cioccolataio, fiamma adolescenziale di Claire, gestisce la cioccolateria in cui Anna si troverà a lavorare a Parigi.
Laurent: figlio di Thierry, entrerà nella vita di Anna facendole scoprire nuove e piacevoli sensazioni.

Perdere il lavoro, una (o meglio due) parti del corpo e autostima tutte in una volta, non è certo cosa da poco. Ma se una persona del passato, che a quei tempi tendevi ad ignorare perchè parte del corpo docente, ti propone una via d’uscita…Be, perchè non approfittarne? Anna, ormai senza speranze sia professionali che sentimentali, coglie l’occasione che Claire (la sua professoressa di francese) in ospedale per un ciclo di chemioterapia, le offre: andare a Parigi a lavorare in una cioccolateria di un suo vecchio “amico”.

Il libro da qui in avanti alternerà capitoli in cui si parla di Anna, a capitoli in cui i ricordi di Claire fanno rivivere al lettore la sua adolescenza a Parigi con il suo grande amore.

Anna, arrivata a Parigi si ritroverà a convivere con Sami, il coinquilino stravagante e bisex che la porterà con se in alcune serate particolarmente bizzarre. 
Lavorerà nella cioccolateria con i due aiutanti di Thierry e dovrà alzarsi le maniche per affrontare situazioni più grosse di lei. Capirà molto presto la differenza tra quello che faceva in fabbrica e quello che le passerà costantemente sotto gli occhi, il naso e in bocca…

“Eppure, nel preciso istante in cui la mia lingua sfiorò quella sostanza tiepida, che si stava lentamente rassodando, pensai che sarei cascata nel mastello, anzi che mi ci sarei proprio immersa e che avrei trangugiato ogni singola goccia di quella delizia, che era dolce senza essere stucchevole, cremosa senza essere nauseante, saporita, ricca e avvolgente.”

Per quanto riguarda Laurent, lui e Anna avranno un primo incontro tutto da ridere, che si trasformerà presto in un amicizia che nasconde molto di più.
“-Sei mai stata in Vespa prima?-
– No. Mai. Sarà più o meno come andare in bicicletta?-
– No, niente a che vedere! Okay, asseconda i miei movimenti, va bene? Per esempio, se mi piego da una parte…-
– Mi piego dalla parte opposta, per mantenere l’equilibrio- dissi prontamente.
– Oh-oh!-
– No?-
– Il contrario. Se mi piego da una parte, tu fai lo stesso.-
– E non cadremo?-
– Forse si, l’importante è rimbalzare!-“
Nei capitoli che riguardano Claire, a mio avviso meno dispersivi e più emozionanti, si ripercorre la vita della donna: l’adolescenza, l’estate a Parigi, l’innamoramento, il matrimonio, la malattia.. fino al momento in cui passato e presente si incontrano per creare, finalmente, quel futuro da sempre sognato.
“Successe quando lui alzò gli occhi su di lei, supplicandola di perdonarlo. Sarebbe stato comprensibile se lei gli avesse strappato i vestiti in preda a una gelosia furiosa, se gli si fosse scagliata contro con un paio di forbici. Invece no. Fu allora che lui capì. Capì che, in fondo, non le importava che lui avesse avuto una relazione, perchè non era innamorata di lui. E non lo era mai stata. E fu allora che si arrabbiò davvero”

Dettagliato, anche se a volte troppo da renderlo quasi noioso, Jenny Colgan utilizza il narratore in prima persona per spiegare il punto di vista di Anna, mentre utilizza quello esterno per i ricordi di Claire (caratterizzati dal corsivo) e per qualche approfondimento che chiarisce alcuni punti della storia. L’inizio colpisce con uno stile fresco e spiritoso ma fino a metà libro non accade nulla di particolarmente rilevante; da quel punto in poi invece, diventa più incalzante fino agli ultimi capitoli in cui è veramente difficile scollarsi dalle pagine. Molto carina la raccolta di ricette cioccolatose alla fine del libro.
MIE OPINIONI: Sinceramente mi aspettavo di meglio. Non amo la prima persona e mi è sembrato dispersivo in alcuni punti. Credo che in metà delle pagine la Colgan sarebbe riuscita ad ottenere lo stesso risultato tagliando le descrizioni eccessive e le scene “tappabuchi” che appesantiscono la lettura. Io preferisco meno giri di parole ma senza di quelle capisco anche che sarebbe difficile ricreare l’atmosfera parigina e cioccolatosa che in effetti fa venire voglia di partire per Parigi a fare scorte di cioccolato!
L’ho trovato comunque molto profondo e ho apprezzato le ricostruzioni del passato di Claire. Il finale mi ha colpita, ma tutto sommato era quello che mi aspettavo.

Stato d’animoaltalenante
Atmosfera: 
rumori cittadini, voci francesi e adore di cioccolato
Rimedi:   Per non avere rimpianti
               –  Insegna ad apprezzare quello che si ha, ma a combattere se si vuole qualcosa
               – Insegna a credere in se stessi per raggiungere gli obiettivi

VOTO:

 
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