Recensione de “La vita perfetta”

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vita perfettaTitolo: Lezioni d’amore per amanti imperfetti

Autore: Renée Knight

Pagine: 352

Prezzo: 16,58 – Ebook: 9,99

Casa editrice: Piemme

Genere: Thriller

VOTO: votovotovotovotovoto


TRAMA:

Catherine Ravenscroft non sa cosa sia il sonno. Da quando in casa sua è comparso quel libro, l’edizione scalcagnata di un romanzo intitolato Un perfetto sconosciuto, non riesce più a fare sonni tranquilli, né a vivere la vita di ogni giorno, la sua vita di film-maker di successo, con la sua bella famiglia composta da un marito innamorato e un figlio ormai grande. Non ci riesce perché quel libro – anche se Catherine non sa chi l’abbia scritto, o come possa essere finito nella nuova casa dove lei e il marito hanno appena traslocato – racconta qualcosa che la riguarda molto da vicino. Qualcosa che soltanto lei sa, e che ha nascosto a tutti, anche a suo marito. Chi è l’autore di quel libro, e come fa a conoscere Catherine e a sapere cosa ha fatto un giorno di tanti anni fa, durante una vacanza al sole della Spagna? E che cosa vuole adesso da lei? Catherine dovrà fare i conti con la paura, e – forse per la prima volta – con la verità. Perché anche le vite che ci sembrano più perfette nascondono dei segreti che possono distruggerle. Dall’editore inglese de La ragazza del treno, un nuovo straordinario thriller psicologico che ha scalato tutte le classifiche. Un vero e proprio caso editoriale, definito “un romanzo speciale” dal New York Times, e in corso di traduzione in 30 paesi.

RECENSIONE:

E’ il primo thriller che recensisco e, lo ammetto, non so bene come affrontarlo. Di solito, evitare spoiler è facile: i romanzi si sviluppano quasi sempre nello stesso modo, ed è semplice capire i punti salienti da non citare per evitare di svelare troppo. Nel thriller, un semplice elemento banale, potrebbe rivelarsi la chiave dell’interpretazione dell’intera storia. Prometto di fare del mio meglio e di non spoilerare nulla.

Questo libro ruota intorno ad una famiglia, o meglio ad una donna: Catherine. Questa donna, moglie e madre, di successo, nasconde qualcosa. Si tratta di un segreto che non ha svelato a nessuno e che custodisce da tempo. Diciamo anche che ci ha pure messo una pietra sopra; ma quando, nella casa nuova, si trova tra le mani un libro che parla proprio di quel segreto, tutto cambia. Non dorme la notte, si preoccupa per la sua incolumità, ma sopratutto si pone una serie di domande: chi lo ha scritto? Come fa l’autore a sapere quelle cose? Perchè le ha rese pubbliche?

In questo libro vengono affrontate diverse tematiche: la famiglia, il lavoro, la morte, la droga, ma sopratutto i sentimenti. L’autrice ha la capacità, infatti, di narrare con uno stile evocativo la quotidianità del personaggio, non solo dal punto di vista pratico, ma sopratutto da quello emotivo, dando così una marcia in più ai protagonisti.

I capitoli in terza persona, che parlano di Catherine, si alternano a quelli in prima persona, che raccontano il punto di vista di Stephen, uno scrittore ed un insegnante ormai in pensione che, dopo aver perso il figlio e la moglie, non può far altro che rievocare le loro vite, attraverso la strada della vendetta. Robert e Nicholas (marito e figlio di Catherine) e Nancy e Johnatan (moglie e figlio di Stephen), sono personaggi marginali ma di spessore, che avranno modo di svelarsi durante la lettura del libro; preferisco quindi non anticiparvi troppo.

Grazie ai salti temporali, il lettore viene a conoscenza di dettagli che nel presente vengono accennati, ma che facendo un passo indietro, nel passato, vengono analizzati e spiegati. L’autrice è riuscita a creare un puzzle che di capitolo in capitolo si ricompone sotto gli occhi del lettore. Ma se pensate che sia così semplice vi sbagliate di grosso. La magia di questo thriller è proprio questa: gli elementi che vengono svelati vi porteranno a pensare di aver raggiunto la soluzione della storia, ma i colpi di scena – che abbondano e rapiscono – vi ributteranno nella vicenda, rendendovi ancora più curiosi di prima.

Ho letto alcune recensioni di questo libro e ho notato che nella maggior parte veniva detto che è facile immedesimarsi con la protagonista. In tutta sincerità, io la protagonista l’ho detestata, almeno nella prima parte; non sono riuscita a creare nessun tipo di legame, a differenza invece di Stephen, in cui mi sono rivista maggiormente. Ma credo che sia giusto così. Credo che sia volontà dell’autrice, portarti a provare un determinato sentimento, per poi stravolgere la situazione e farti cambiare completamente idea.

Ammetto di non averlo apprezzato fin da subito, sia per il poco feeling con Catherine, sia per i tanti giri di parole iniziali, utili esclusivamente per creare suspense; ma dal 60% circa, in poi, non sono più riuscita a staccarmi.

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