Quasi a casa – Elena Moretti | Recensione

Titolo: Quasi a casa

Autore: Elena Moretti

Prezzo: 16,00 euro – Pagine: 360

Casa editrice: Ugo Mursia Editore

Keywords: montagna,amicizia, introspezione

Voto: 4/5


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“Una famiglia adesso ce l’ho anch’io. Scalcinata. Senza legami di parentela. Però fichissima”. Una storia tenera e crudele che trascina il lettore nella vita di una famiglia alquanto strana in una malga sui monti, lontano dai lupi che si aggirano nelle città divorando ragazzini come Adrian, pieno di rabbia contro la vita che lo ha preso a calci. A loro la Vecchia apre la sua casa, per salvarli ma anche per salvare se stessa. Una famiglia per caso, in cui ciascuno deve combattere duramente contro segreti, silenzi e bugie per arrivare quasi a casa.


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Quasi a casa è un libro particolare. E’ un romanzo di formazione scritto in prima persona, come se si trattasse di un diario.

Il protagonista, Adrian, è un ragazzo di circa 17 anni. Senza genitori, ha vissuto in qualche comunità, dalle quali è sempre scappato, ritrovandosi a sopravvivere per strada insieme a barboni e alla sua amica Kiki, della quale però, almeno all’inizio, Adrian non vuole parlare. Quando i servizi sociali di Milano lo affidano alla signora Rosa, in una malga in Valtellina, Adrian si ritrova completamente sradicato dal proprio contesto, cosa che però non sembra dispiacergli.

Il protagonista appare da subito scontroso, riservato, volgare. Si rivolge alla donna che lo ha in custodia con l’appellativo “La Vecchia”, insultandola e rispondendole malamente. Rosa non si scompone minimamente. Lascia al ragazzo la propria privacy, non fa troppe domande e allo stesso tempo non vuole che lui gliene faccia. Gli consiglia solamente di scrivere un diario; ed è proprio grazie a questo diario che il lettore viene a conoscenza dei pensieri, del passato e delle attività di Adrian.

Dopo qualche giorno arrivano alla malga altri due ragazzi: Samira e Marco. I tre sembrano andare abbastanza d’accordo. Insieme si dedicano alle attività che permettono alla “baracca sperimentale per scappati di casa” di mantenersi: ristrutturano la malga per l’arrivo dei turisti nella bella stagione, spalano le feci delle caprette, lavano i piatti, cucinano e preparano la ricotta.

Quando però un altro ragazzo si aggiunge al contesto, gli equilibri si distruggono. Filippo, 13enne, diventa l’acerrimo nemico di Adrian; quest’ultimo infatti approfitta dei pochi momenti liberi che ha per frequentare la palestra di arrampicata in paese, in modo da non doverci passare troppo tempo insieme, anche perchè quando i due si trovano costretti a condividere gli stessi spazi, finiscono spesso per litigare e picchiarsi.

Rosa però non agisce come gli educatori e gli assistenti sociali con cui Adrian ha avuto a che fare in passato. “La Vecchia” è diversa. E molto probabilmente, per questo, viene rispettata dai giovani che ospita. Rosa ha commesso degli errori in passato, che l’hanno particolrmente segnata, e imparando da essi è riuscita a trovare il modo per insegnare a quei giovani “sbandati” a rispettarsi e a vivere.

Questo libro potrebbe essere diviso in tre parti. Questa prima parte è quella più interessante. Nonostante l’ambientazione particolarmente povera di stimoli, la narrazione è ricca di avvenimenti e interazioni.

La seconda parte, più intima e riflessiva, appare lenta e a tratti noiosa, forse a causa della storia d’amore che fatica a nascere tra Adrian e Livia, una ragazza conosciuta in palestra. La caratterizzazione psicologica dei personaggi è ottima ed è per questo che la relazione tra i due ragazzi non rischia di diventare la classica storia d’amore tra “il bello e dannato” e “la brava ragazza”. In questa parte assistiamo anche ai racconti delle vicende personali di Marco, Rosa e Samira che oltre a movimentare la situazione, permettono di conoscere meglio questi personaggi in apparenza secondari, ma fondamentali per Adrian.

La terza parte ritorna, come la prima, più interessante e diventa molto più avvincente. Cariche di adrenalina e suspense, le pagine che ci scorrono tra le mani ci ipnotizzano, impedendoci di abbandonare la lettura. Il passato di Adrian e della famosa Kiki viene rivelato e agli aspetti lasciati in sospeso si approfondiscono e si chiariscono.

Il liguaggio eccessivamente volgare, giovanile e sgrammaticato potrebbe indispettire i più. Non bisogna però dimenticare che quello che si sta leggendo è il diario di un ragazzo che ha solamente la terza media e che scrive ciò che gli passa per la mente, senza filtri.

Credo che Quasi a casa non sia un libro per tutti. Credo che ci voglia la giusta dose di cinismo, rassegnazione e introspezione, per affrontare questa lettura.

Quasi a casa parla di cambiamenti, speranze, amori, ma anche di perdite, difficoltà e delusioni. Affronta il percorso di vita di persone che hanno fatto degli errori e che hanno capito, senza che nessuno gliel’abbia imposto, come poter rimediare. I sentimenti durante la lettura di questo romanzo cambiano in continuazione. I colpi di scena stupiscono, emozionano e guidano il lettore verso il capitolo finale che potrebbe risultare troppo costruito e buonista.

Ho assaporato le pagine di questo libro con calma, quasi come se ogni momento dedicato alla lettura si trasformasse in una gita in montagna dalla Vecchia. Ho apprezzato l’evoluzione dei personaggi ma ammetto che a volte l’eccessiva vogarità di Adrian mi ha un po’ indispettita.


Elena Moretti vive a Macherio, laureata in Farmacia, è sposata, madre di due bambini. Si è occupata di volontariato con giovani disabili e si interessa di problemi legati all’affido e al disagio giovanile.


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