Per farcela – Marco Di Carlo | Recensione

Titolo: Per farcela

Autore: Marco Di Carlo

Prezzo: 1.99

Keywords: società, insoddisfazione, racconti

Voto: 3/5


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Quindici storie strane, in cui si parla di un sacco di cose. Dell’alienazione che ci consuma osservando la vita scorrere dall’interno di un’automobile, per esempio. Riuscirà l’amore a destare il protagonista dal suo torpore? Scopritelo leggendo “Addizioni”. A volte, ciò che è “Reale” spaventa. Una giovane conduttrice di talk show strappalacrime consumerà la sua vendetta in diretta. “Pay to play” ci ricorda che spesso per giocare bisogna pagare. I protagonisti ne sono consapevoli. Eventi imprevisti li metteranno di fronte a qualcosa di sgradevole: la propria vita. “Faenza” è voglia di cose nuove, il bisogno di dimostrare qualcosa a se stessi (sì, ma cosa?). Siamo liberi di scegliere, anche se a volte ce lo dimentichiamo. “Libero arbitrio” parla di come, fino alla fine (anche quella del mondo), un uomo può decidere quale strada percorrere. La vita può riservare sorprese inaspettate quando “Quel secondo lungo un giorno” sembra non voler passare. Cosa succederebbe se il tempo, di tanto in tanto, decidesse di fermarsi e ripartire senza preavviso, dopo alcuni minuti… o magari dopo un giorno? È spiegato qui. “La vita sognata” è un incubo futuribile. In un mondo in cui il lavoro è divenuto una schiavitù legalizzata, i rivoluzionari… sognano. “Lampi dietro agli occhi” torna a suggerire quanto l’amore possa ricondurre all’ordine anche una persona condannata al caos emotivo dal proprio bizzarro superpotere. “Mutuo frazionato” è l’impossibilità di scendere a patti col tempo che passa. La cronaca di una passeggiata attraverso i pezzi di cui siamo composti. Quanti? Nove, direi, già “Nove pezzi”, non uno di più, per una spesa davvero importante. “Liberate te ex inferi” indaga la morte. Si può davvero descrivere in modo adeguato? Il protagonista vuole provarci. “Post” è Dio su Facebook, con tutto quel che ne consegue. Chi può dirsi davvero “Privilegiato”? Il più disgraziato tra gli umani? Forse. “Rotolare” descrive il modo in cui, venendo giù dalle pendici del ventunesimo secolo, e da una irta collinetta di bugie, ci si possa ritrovare… negli anni cinquanta? Con il permesso di Vargh Arseth, insieme alla propria amica del cuore, naturalmente! Come è noto, siamo ciò che sembriamo agli occhi di chi ci sta davanti, e non sempre riusciamo a fornire la versione migliore di noi stessi. Cosa ci serve “Per farcela”, e riuscire nell’intento di… arrivare a domani? Lo scoprirete leggendo.


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Idea: 4

Le idee ci sono. Tante idee, generi diversi, molteplici personaggi. I racconti non sono legati tra loro, tranne alcuni, nei quali i personaggi di uno invadono il racconto di altri. Più che racconti fatti e finiti mi sono invece apparsi come esercizi di stile, un quaderno con degli spunti dal quale scegliere l’idea da sviluppare per un eventuale romanzo.

Sviluppo: 4

Ogni storia narra uno spaccato di vita del protagonista in questione. Si tratta di racconti di varia lunghezza, ed è proprio in quelli più brevi che l’autore, a mio avviso, ha dato il meglio di sè, riuscendo ad essere sintetico al punto giusto focalizzando l’attenzione sulle emozioni. Non di tutti i racconti però è facilmente interpretabile il messaggio, ad una prima lettura.

Tecnica: 4

Il linguaggio è ricercato. Il narratore, a seconda dei racconti, è sia interno che esterno. Nei racconti meno brevi alcune frasi sono eccessivamente lunghe e questo penalizza la lettura. La caratterizzazione dei personaggi è minima ma quella psicologica è sempre approfondita. Il ritmo è piuttosto lento, tranne qualche eccezione.

Intrattenimento: 3

Non tutti i racconti mi hanno entusiasmata. Ho percepito una sorta di freddezza leggendone alcuni, mentre “Nove pezzi” e “Lampi dietro agli occhi” mi hanno davvero emozionata. Le tematiche affrontate nelle storie ruotano intorno ad una sorta di insoddisfazione o disagio. Probabilmente questa atmosfera “cupa” lo ha reso ai miei occhi poco interessante. Mi ha piacevolmente stupita invece trovare dei richiami al romanzo “La loro parte” (programmi televisivi e negozio di articoli per il fai da te).

Emozioni: 3

Penso che questa raccolta dica molto su chi l’ha scritta. Avendo avuto l’occasione di leggere il romanzo dello stesso autore, sospetterei che Marco Di Carlo sia molto simile a me: disilluso, forse insoddisfatto, quasi rassegnato. Questo “pessimismo” si legge tra le righe e anche se si tratta di racconti che spesso offrono una via di fuga da queste scomode verità, la sensazione negativa permane. Ribadisco invece i miei complimenti per il racconto dei “Nove pezzi” che, nella sua semplicità, riscatta tutti gli altri racconti.

Per farcela è un libro che racchiude storie di persone insoddisfatte. Offre sicuramente un’idea chiara della società moderna nella quale viviamo e dei problemi che ci crea farne parte. Un libro che a volte richiede pazienza e forza di volontà, ma che a volte regala piccole gioie…Come la vita, del resto.


Marco Di Carlo è nato un anno dopo l’esplosione del punk londinese. Vive e lavora a Roma. Nel 2014 ha pubblicato L’imperatore di Marta (Lettere Animate). La loro parte è il suo secondo romanzo.


Recensione a cura di:

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