Ogni volta che è Natale – Basilio Petruzza | Recensione

Titolo: Ogni volta che è Natale

Autore: Basilio Petruzza

Casa editrice:

Pagine: 68 – Prezzo: Gratis

Keywords: famiglia, Natale, vecchiaia

Voto: 5/5


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Ogni volta che è Natale racconta la storia di Paolo e Teresa, un uomo e una donna, un marito e una moglie, un padre e una madre. Due persone che fanno i conti con la loro età, con l’amore profondo, sofferto e viscerale per il loro unico figlio e con una consapevolezza nuova: non è mai troppo tardi per fare pace con il Natale.

 

 


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Idea: 5

Ogni volta che è Natale è un libro di circa 70 pagine in cui viene affrontata un’unica giornata di dicembre, la vigilia di Natale. In un bar di un famoso quartiere di Roma, marito e moglie accolgono i propri clienti, viziandoli, ascoltandoli e consigliandoli. La coppia romana ne ha passate tante nel corso degli anni, ma è ancora unita e forte. Per loro questo giorno di festa non è altro che un giorno uguale a tutti gli altri: non hanno un cenone da mangiare, regali da scartare e parenti da incontrare; il loro unico figlio, Nicholas, è in America a causa dello studio, ma ogni sera alle ventuno telefona ai propri genitori. Accadrà anche quest’anno?

Sviluppo: 5

Il libro non è suddiviso in veri e propri capitoli, è il tempo che detta le regole. Ogni “capitolo” riguarda infatti un determinato momento della giornata, dalla mattina del 24 dicembre, fino alla mezzanotte. In questa unica giornata il lettore passerà il tempo in compagnia di Paolo e Teresa, la coppia proprietaria del bar. Non si tratta di una giornata lavorativa qualunque: essendo la Vigilia, i soliti clienti non passano dal bar solamente per il caffè o l’aperitivo, ma anche solo per un semplice saluto, per fare gli auguri o per chiedere i consigli dell’ultimo minuto. Paolo e Teresa parlano poco dei propri sentimenti, ma offrono sempre una mano e sono degli ottimi confidenti. In loro compagnia il lettore conosce la storia della coppia protagonista ma anche quella dei vari clienti, percependo la fiducia e la stima che questi ripongono in loro.

Tecnica: 4

Le voci di Paolo e Teresa si alternano mostrando ognuna il proprio punto di vista. Il linguaggio è molto semplice ed è caratterizzato da molteplici termini dialettali differenziati dal resto del testo con un carattere corsivo. Il ritmo si mantiene stabile per tutta la lettura e i flashback permettono al lettore di ripercorrere, con i protagonisti, quei ricordi lontani ma ancora vividi nella memoria di chi li sta condividendo. Lo stile è molto evocativo. Con pochi ma essenziali tratti, vengono caratterizzati i vari personaggi che compaiono nella scena e ne viene sapientemente estrapolato parte del background, cosa che permette, a chi legge, di conoscere quel poco che basta per capire chi si ha di fronte.

Intrattenimento: 5

L’atmosfera è molto natalizia, nonostante l’animo dei protagonisti non sia particolarmente propenso ai festeggiamenti. La brevità di questo romanzo permette una concentrazione non eccessiva e lo rende adatto anche ai periodi più frenetici: un po’ come prendersi una pausa dallo stress della giornata per fare un salto a bere un caffè da Paolo e Teresa. I dialoghi in romanesco sono inoltre molto divertenti e supportano un ambiente semplice e intimo.

Emozioni: 5

Un velo di malinconia permane per tutta la lettura a causa dei ricordi intensi e della consapevolezza degli anni che passano e che inevitabilmente lasciano il segno, ma fortunatamente non mancano i sorrisi. Molti infatti ritroveranno, in Paolo e Teresa, i propri genitori o i propri nonni, riconoscendo due figure capaci di criticarsi costantemente e allo stesso tempo, di sorreggersi ed amarsi nei momenti difficili. Si affronta il tema dell’adozione, del diventare genitori da un giorno all’altro con una preparazione psicologica e pratica molto diversa da quella che la gestazione comporta. Un periodo storico difficile, quello della Berlino divisa a metà, ha segnato parte del passato dei nostri protagonisti ma ha garantito un futuro per la famiglia che si è venuta a creare.

Ogni volta che è Natale deve diventare la vostra tradizione natalizia. E’ un libro che vi fa sentire a casa. Un libro che insegna a perdonarsi e a dare il giusto valore alle parole. Vorrei che Paolo e Teresa esistessero davvero per andare a trovarli il 24 dicembre e aspettare con loro quella telefonata che alle ventuno in punto, quotidianamente, dona un senso alle loro giornate.ù


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Recensione a cura di:

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