Non torno subito – Lisa Agosti | Recensione

Titolo: Non torno subito

Autore: Lisa Agosti

Prezzo: 6,34 (ebook) – 11,89 – Pagine: 270

Casa editrice: goWare

Keywords: viaggio, famiglia, divertimento

Votazione: 3/5


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Da ventisei anni il “Torno subito” è chiuso a prendere polvere, nessuno in paese ha notizie del proprietario, sparito senza lasciare tracce dopo aver messo un cartello alla porta. Quando Mira sale su un aereo di malavoglia, spronata dalla migliore amica, non sa che la aspetta ben più di un colloquio di lavoro. Partire è stato uno sbaglio? Come ci è finita in una villa milionaria dall’altra parte dell’oceano? Tutto quel che desidera è rientrare a Pernovo, anche se ad aspettarla non c’è più un fidanzato e l’unica casa a cui tornare è quella dei suoi genitori. Lontana dalla sua zona di comfort, in compagnia di una gatta selvatica e una ribelle sregolata, Mira si troverà catapultata dal Brasile all’Honduras e dovrà fare i conti con affascinanti stranieri, viaggiatori scalzi e un inspiegabile gioiello fuori posto.


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Una storia di viaggio, di famiglia e di formazione. Non torno subito è la classica lettura estiva dalle atmosfere fresche e frizzanti. Un libro che incastra alla perfezione tantissimi tasselli di un puzzle coloratissimo offrendo al lettore una storia con diversi livelli interpretativi.

Mira approda in Brasile con una compagna di viaggio, Isabel, piuttosto selvatica. Entrambe aspirano a diventare proprietarie del negozio ma sarà Nega, la vedova ereditiera, a stabilire chi delle due lo diventerà. Ma perchè parlare subito di affari quando c’è una bella piscina in cui sguazzare, dell’ottimo cibo da gustare, e dei ragazzi tatuati e muscolosi con cui bere qualche cocktail e parlare un po’? Insomma, ogni occasione è buona per perdere tempo.

«Sei fissato con questa rinascita. Sei una persona che cam- bia spesso pelle?» «Non direi. È il mondo intorno a me che continua a crol a- re e cambiar forma, mentre io cerco di stare in equilibrio e non cadere.»

Quello che doveva essere un semplice colloquio di lavoro si trasforma ben presto in un’indagine amatoriale in cui le due ragazze devono cercare Cece – la figlia di Santo, il proprietario del negozio – per farle firmare dei documenti. Cece, in passato, ha rinnegato tutta quella ricchezza ed ora si trova su un’isola molto simile al paese dei balocchi, in cui il divertimento regna sovrano.

Non avevo idea di tutta la vita che mi stavo perdendo. Ero avviluppata dentro la mia conchiglia. Pernovo è un bel posto, certo. Sicuro, prevedibile, confortevole. Potrei essere già lì domani e ricominciare la routine di lavoro, casa e amici. Vivere come una perla levigata, perfetta, al sicuro nel mio involucro protettivo. Eppure ora so cosa c’è fuori. Ne ho assaggiato un morso appena. Posso davvero dimenticarmene? Ora che ho conosciuto il mare, posso davvero far finta che non esista? O val la pena di rischiare tutto, pur di rivederlo?

Lo stile dispersivo mi ha indispettito non poco, eppure non mi sembrava possibile che una storia così interessante raccontasse così poco. Infatti mi sbagliavo! Come ho successivamente letto sul sito dell’autrice, in Non torno subito Lisa Agosti voleva parlare della teoria dell’attaccamento di John Bowlby, secondo cui durante il primo anno di vita ogni bambino crea un legame con la madre (o la figura di riferimento) che può essere di tre tipi: attaccamento sicuro, ansioso o evitante. Mira, Isabel e Cece, le tre ragazze protagoniste del romanzo, rappresentano questi tre tipi di attaccamento e li mettono in scena nei loro rapporti sociali.

Ti prego, direbbe, perdona il mio stupido, ridicolo colpo di testa. Non esiste nessuna come te, mi ha fatto schifo toccare un’altra donna, sono stato costretto. Certo, deve essere andata proprio così. La Nina lo ha ricattato, minacciando che se si fosse rifiutato, lei si sarebbe vendicata, uccidendo me e tutta la mia famiglia. Lui non aveva avuto scelta, si era sacrificato per il mio bene, per salvare il nostro amore.

Molti saranno i colpi di scena e altrettante le esperienze che Mira affronterà per la prima volta. Tanti segreti verranno svelati e molti legami nasceranno. Il linguaggio è semplice e descrittivo e la caratterizzazione dei personaggi è buona ma ho fatto difficoltà ad immedesimarmi, nonostante la narrazione in prima persona.

«La vita non è felicità, la vita è impegno» dico, poco convinta. «Ci è concesso un solo shot a questo mondo, Mira. Non possiamo mancare il bersaglio. Non c’è abbastanza tempo per sprecare tempo.»

Sono molto acuti i riferimenti alla vita della protagonista che l’autrice inserisce nella narrazione sfruttando spezzoni di film o programmi televisivi. Ciò che ho più apprezzato è il lungo capitolo in cui Santo racconta la sua vita e conduce il lettore mano nella mano verso un finale che sorprende e ci ricorda che “la vita comincia tutti i giorni“.


Lisa Agosti

A dieci anni la maestra scrisse di me: “Lisa, di libri gran divoratrice, da grande farà la scrittrice”.
Invece, il giorno dopo la Laurea in Psicologia Clinica dell’Infanzia sono partita, zaino in spalla, per andare a vedere cosa c’era di là dal cancello. Sono passati tredici anni da quel giorno e ancora non mi sono messa l’anima in pace che proprio tutto, questo meraviglioso Mondo, non potrò vederlo. A Reggio Emilia ci tornerei, eppure la mia vita al momento è sperduta tra i boschi in Canada. Mi domando se non abbia a che fare con quel buffo e imprevedibile personaggio canadese di cui mi sono accidentalmente innamorata tra una maschera, due pinne e un pesce pagliaccio. E così qui mi trovate, a guardar fuori da una finestrella piovosa sui boschi d’acero, mentre rivivo le mie avventure di posti esotici e personaggi improponibili e le metto nero su bianco… tra un pannolino e l’altro, perché da un anno a questa parte sono anche diventata mamma. (Biografia completa qui)


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