Narrastorie – Andrea Ferazzoli | Recensione

narrastorieTitolo: Narrastorie

Autore: Andrea Ferazzoli

Pagine: 130 – Prezzo: 10,00 euro

Casa editrice: BookaBook

Keywords: racconti, quotidianità, cambiamento


narrastorieUna giovane studentessa diffidente verso la gentilezza, un uomo di mezza età che cerca di rispondere a un’imprevista quotidianità, un padre di famiglia frustrato, una coppia di sposi infelici, un avvenente professionista in un vagone notturno, due adolescenti al loro primo appuntamento, un uomo specchiato alla sua vecchiaia che sceglie, decisamente, la propria rinascita.

Questi sono gli “ingredienti” di Narrastorie, ma la vera protagonista è la quotidianità e le infinite possibilità che questa apre. Il libro è un inno alla scelta libera e consapevole, all’abbattimento dei muri convenzionali che generano dolori muti; una preghiera laica che, quieta, ci esorta a vivere “da adesso”, “da subito” senza l’illusoria proiezione di desideri e sogni.


Narrastorie è una raccolta di sette racconti. Alcuni brevi, altri lunghi. Il primo narra di una ragazza che andando a scuola insegue una foglia che la conduce ad una libreria in cui incontra un ragazzo che sembra uscito dai romanzi che lei tanto ama.

“Era così ingenua e immersa nei suoi libri che la realtà le sfuggiva di mano, come se vivesse solo di poesie antiche, di poemi epici, di cavalieri e dame e di amori cortesi

Nel secondo racconto Lucio, un uomo sulla cinquantina, passeggia per il proprio paese come se fosse la prima volta, tant’è che in molti gli chiedono di dove sia, perchè non l’hanno mai visto prima. Lucio è costretto a reinventarsi e a godere di quelle piccole cose che per molto tempo non ha potuto assaporare.

“Fu fiero di quel figlio che vide sereno, del quale assaporò uno spiraglio di incantevole quotidianità e che si ripromise di proteggere per la sua intera vita, fino a quando il suo ultimo respiro gli avrebbe garantito vigore e lucidità”

Il terzo racconto è il mio preferito perchè narra di montagne, solitudine e rapporti veri. In questo racconto Mauro è in vacanza con la famiglia. Si accorge, proprio durante il viaggio, di avere una moglie superficiale, che non riconosce più, e dei figli che non lo considerano. Mauro decide di partire per una camminata in solitaria sulle Dolomiti e, uscendo dal sentiero, si imbatte nella baita di Lupo, un uomo che vive lì da ormai dieci anni. Quando Lupo racconta la sua storia, Mauro capisce che a volte sbagliare sentiero può portare ad una meta migliore di quella che ci si aspetta…

” E perchè mai dovrebbero interessarti le sorti di un disgraziato che vive d legno, rimorsi e silenzi?” “Perchè io vivo di frastuoni e indifferenza. Credi che qualcuno si sia accorto che morto lo sono anche io?”

Il quarto racconto riguarda Angelo, l’addetto alla reception dell’hotel in cui alloggiano Greta ed Emanuele. Angelo capisce che Greta è una donna infelice e decide di approfondirne la conoscenza. Si tratta di una storia romantica, intensa, dolce e carica di speranza.

“E allora dimmi che sei felice, se ne hai il coraggio…” Lei non rispose, adagiandosi ancora nel petto di Angelo. Lui le sussurrò: “Ma perchè dobbiamo pensare che vivere sia sempre un privilegio altrui?”

Nel quinto racconto gli sguardi dicono molto di più di tante parole. Matteo e Elena sono passeggeri dello stesso treno. Lui, affascinato da lei, tenta un approccio ma lei, distaccata, lo tiene a debita distanza. Il motivo sarà chiaro a Matteo solo alla fine di quel viaggio e nonostante tutto capirà di aver ottenuto ugualmente ciò che voleva.

Lei e lui si intesero con una tale profondità che colmò tutto il silenzio di quel viaggio, tutte quelle parole non dette, non prounciate, non proferite. Elena e Matteo , in quel breve istante – impercettibile, istantaneo, sexy e complice – si rivelarono in segreto mille parole silenti.

Il sesto e il settimo racconto di Narrastorie sono quelli che mi sono piaciuti di meno, nonostante l’intensità delle emozioni che scaturivano dalle pagine. Nel sesto si assiste ad un primo appuntamento, o meglio, a quello che dovrebbe accadere durante il primo appuntamento tra i due giovani, Paco e Minna. Nel settimo invece si assiste ad un flusso di coscienza di un uomo che si confronta con la sua vecchiaia, che pensa ai gudizi ricevuti, al tempo passato, ai rapporti e a tutto ciò che ha a che fare con la propria vita.

Narrastorie mi è piaciuto molto. L’autore, con parole semplici e poche pagine per ogni racconto, è riuscito a raccontare delle emozioni, delle verità scomode. Ha messo su carta quei problemi che affliggono molte persone e che la maggioranza non sa come affrontare. Ferazzoli non offre la soluzione, sia chiaro, ma narra i sentimenti e le ragioni che rendono speciali i protagonisti di questi racconti, portando il lettore a riconoscersi nei personaggi; valorizza i rapporti sinceri, la semplicità della quotidianità e la soddisfazione del cambiamento. Un ottimo libro, che consiglio ad ognuno di voi!


 Andrea Ferazzoli è nato a Frosinone nel 1971. Laurea in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Approfondisce gli studi inerenti il diritto del lavoro e le competenze legate all’area HR. La sua “second life” – la rinascita simbolica avvenuta nel 2010 – lo conduce in un altrove di nuovi entusiasmi, lontano da ogni aspettativa assunta; iniziano gli anni della ricerca consapevole, della leggerezza ritrovata, del viaggio profondo, del dualismo affievolito. Inizia a scrivere, sentendone quasi la necessità terapeutica, e l’entusiasmo non si arresta: “I grilli parlanti” – Editrice “Il Torchio”, 2014; “Le sorelle” – print on demand/self publishing, 2016. Appassionato di yoga e mindfulness, non smette mai di dedicarsi ed impegnarsi nella sua attività preferita: Essere.

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2 commenti su “Narrastorie – Andrea Ferazzoli | Recensione

  1. Pietro il said:

    Leggendolo ci si emoziona davvero: Ferazzoli è bravissimo a far provare l lettore lo spettro completo delle emozioni, nessuna esclusa. L’Eremita è il mio racconto preferito, e condivide con gli altri racconti sentimenti genuini ed una comune prospettiva al cambiamento, vista da lati moto differenti. Le illustrazioni di Coin all’inizio di ogni capitolo sono molto belle: la mia preferita è quella di Lara e la foglia.
    Nel complesso un libro scorrevole, emozionante e che offre molti spunti riflessivi. Consigliato a tutti!

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