Le tribolazioni di un italiano in Cina – Andrea Pasquale | Recensione

Titolo: Le tribolazioni di un italiano in Cina

Autore: Andrea Pasquale

Pagine: 312 – Prezzo: 4,99 (ebook) – 16,92 euro

Casa editrice: Booksprint

Keywords: viaggi, lavoro, tribolazioni


Il Butre è un giovane neolaureato degli anni Duemila dall’animo nerd e dagli ingenui sogni di gloria. A seguito di mesi e mesi di fallimentari colloqui di lavoro, un invitante stage in Cina lo convince a fare le valigie e volare a Pechino. Ad accoglierlo trova il fastidioso Peter, autista cinese dall’inglese incerto, il quale ben presto si rivelerà essere un truffaldino tuttofare, un pessimo uomo e un campione mondiale di sputi. Il Butre diventerà così protagonista di un tragicomico viaggio fra Pechino, Tianjin e Wuhan che lo porterà a scontrarsi con i raggiri del suo autista, a imbattersi in un amore inaspettato e a incappare in situazioni ai limiti dell’umana sopportazione. Nel suo determinato tentativo di vendicarsi di Peter, scoprirà infine il lato chiaro di quel grande mistero chiamato Cina. “Le Tribolazioni di un italiano in Cina” è una storia autobiografica realmente accaduta e rappresenta l’inizio di un’avventura molto più grande che ha portato l’autore a vivere nel “Celeste Impero” per molti anni a seguire.

Il Butre é un neolaureato di Campobasso. Un ragazzo con lo spirito nerd, che dedica gran parte del suo tempo a fare colloqui nella vana speranza di trovare un lavoro retribuito, e non i soliti stage pagati in buoni pasto o a guadagno zero. È un tipo che non si spaventa, gli piace mettersi in gioco e adora viaggiare.

“Non esagero quando dico che vivere la diversità e vedere cose nuove é la mia personalissima forma di sentirmi vivo e finanche di pregare. Portatemi a vedere un panorama inaspettato e le meraviglie del mondo, oppure fatemi avvicinare a gente che contraddice ogni mio credo, e in quel frangente per me sarà come connettermi al Big Boss in persona.”

Il Butre, stanco dei “le faremo sapere” e del “la contatteremo noi” ricevuti durante i numerosi colloqui, decide di concentrarsi sulle offerte di lavoro all’estero. Casualmente si imbatte in un annuncio: “Multiple posizioni alla SISNEDU di Pechino, (…). La compagnia si occupa delle relazioni tra le università italiane e cinesi e vorrebbe mettere in piedi una squadra di giovani italiani per incrementare le relazioni e il business. Stage di tre mesi ben pagato, più vitto giornaliero e alloggio. Concrete possibilità di assunzione dopo il periodo di prova.”

L’offerta gli sembra allettante, quasi un miraggio, e decide di mandare via mail l’ennesimo curriculum, senza molte aspettative. Da questo momento ha inizio la sua rocambolesca avventura in Cina, tra Pechino, Tianjin, e Wuhan. Peter sarà il suo autista e referente, l’uomo che gli darà il suo primo benvenuto. Peter, un tipo grassoccio, maleducato, con il mito di Berlusconi e tifoso del Milan, che giustifica ogni sua subdola azione o pessima abitudine con la frase “this is China“. A parte questo personaggio un po’ negativo e quantomeno fastidioso, Butre avrà occasione di conoscere anche Camilla, una ragazza di Genova che lo affiancherà durante lo stage, con la quale instaurerà una bella amicizia.

“Voi occidentali vi preoccupate troppo di ringraziare. Se qui in Cina facciamo qualcosa è perché il nostro cuore ci dice di farlo. Non abbiamo bisogno di ringraziamenti.”

Butre é un personaggio sopra le righe, esilarante e brillante. Intercala le sue elucubrazioni con il dialetto molisano e non si riesce a non sorridere durante la lettura. Butre é lo stesso autore, Andrea Pasquale, che racconta la sua esperienza in questo paese molto diverso dall’Italia, in cui è difficile comunicare, (quasi nessuno conosce la lingua inglese, figuriamoci l’italiano) ma di cui alla fine ci si innamora, perché affondata la sua scorza ti dà tanto.

“Non mi sono sentito solo neanche per un attimo. Ho risentito sulla mia pelle quella magia che già avevo percepito in altri luoghi e in altri tempi, quella che solo noi viaggiatori incalliti possiamo capire: l’amicizia e la connessione con il diverso, il sentirlo parte importante della tua esistenza (…)”

Il libro è leggero, ironico, ti invita a viaggiare. Nonostante le disavventure del Butre viene voglia di prendere il primo volo e partire ad esplorare il mondo e le sue culture.

Questo libro è un ottimo compagno di viaggio.


Recensione a cura di:

rita calistri

 

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