Le frasi più belle di “Ghost”

Visto che di ogni nuovo libro che leggo mi segno alcune parti interessanti, che però non vanno bene come frasi da condividere su facebook, perchè troppo lunghe, ho pensato di tenerle da parte e caricarle tutte insieme in un post apposito dedicato al libro in questione. In questo caso vi presento alcune tracce di “Ghost” di cui ho fatto la recensione che potete trovare qui!

divisiore tracce

Esistono certi esseri umani, pensò, creati dalla natura con tale perfezione da assurgere al rango di oggetti d’arte. Marianna era uno di questi.

David la osservò pigramente, sospendendo ogni emozione, con la mente come una bilancia in perfetto equilibrio, in attesa solo di un peso da una parte o dall’altra che la spostasse in direzione di uno specifico stato d’animo.

Era la più strana sensazione di erotismo che David ricordasse di aver mai provato: essere in qualche modo irritato con lei e nello stesso tempo desiderarla. In precedenza era sempre stato incapace di prendere in considerazione il sesso se non andavano d’accordo. Questa emozione era interamente rimossa dalla personalità. Lo disturbava, ma lui non poteva – forse non voleva – opporre resistenza. Dio solo sapeva quanto avevano bisogno di sesso in quel momento.

«Non abbiamo mai discusso, David! Mai! Non delle cose importanti… quello che siamo, quello che pensiamo di noi stessi, il nostro matrimonio. Il nostro rapporto è sempre stato come un… un iceberg. Quella che se ne vede è solo la minima parte, per il resto è quasi tutto sott’acqua. Abbiamo parlato tanto, ma senza mai dire veramente nulla, senza aver mai indagato o cercato a fondo. Non abbiamo costruito un rapporto, ne abbiamo evitato uno. Abbiamo messo in scena la nostra vita matrimoniale, invece di viverla.»

Solo quando le esigenze della sua carne erano state soddisfatte si era fatta viva la sua mente, come un servo vigliacco che si era tenuto nascosto mentre il suo padrone era in pericolo, per poi rispuntare, umile e contrito, una volta passata l’emergenza.

Non esiste sulla terra avversario più spaventoso di un morto che non vuole riposare.

Avere l’eternità davanti a sé eppure, di propria iniziativa, crearsi una prigione dove alloggiare l’anima in un’eterna desolazione. Senza dubbio quello doveva essere l’inferno.

In mancanza di un’espressione migliore, la ‘scintilla’ poteva essere scomparsa, ma al suo posto c’era una profondità di comprensione e di reciproco rispetto che prima era assente.

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