La meccanica dei sentimenti – Frank Iodice | Recensione

Titolo: La meccanica dei sentimenti

Autore: Frank Iodice

Prezzo: 15,00 euro – Pagine: 163

Casa editrice: Eretica Edizioni

Keywords: sesso, tradimenti, illegalità

Voto: 3/5


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In un vicolo di Montmartre, un affascinante e cinico cardiologo romano, che ha compiuto una scoperta straordinaria sui meccanismi sentimentali, incontra una ballerina con una giacca da marinaio. Nel ventre di una Parigi spietata e schizofrenica, ritrovano il loro passato e tentano di riscattarlo. Ma le conseguenze dolorose delle loro scelte saranno inevitabili.

Un romanzo sul pentimento e sulla nostra incapacità di amare, intrappolati nell’Ingranaggio che sembra aver condannato tutto a finire. Tutto, tranne la vita.

 


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Interpretabile su più livelli, La meccanica dei sentimenti è una lettura intensa e complessa. Nonostante parli di amore e sentimenti, non è un romanzo rosa; come le emozioni racchiude tante sfumature, che passano dall’eros al contrabbando, dall’amore al tradimento.

Giò Marealto è un cardiologo di successo, che ha pubblicato su una rivista scientifica una ricerca sui sentimenti. Viene chiamato a New Orleans per presentarla e porta con sè sua moglie, Eda. Nell’hotel in cui si tiene la conferenza, marito e moglie conoscono Galatea, una donna affascinante, ricercatrice di pietre preziose, che promette al protagonista di invitarlo a Parigi per altre presentazioni.

Le relazioni umane si dipanano con lo stesso ritmo di un romanzo ottocentesco, non puoi aspettarti che ciò che conta sia messo in una lista, tutto in una pagina. Devi aspettare con pazienza, fino a quando ti accorgi che la lettura è finita e puoi decidere se ne è valsa la pena.

Il rapporto tra Eda e Marealto è particolare: si scontrano spesso ma si riappacificano volentieri tra le lenzuola. Eda è molto gelosa e quando Giò non torna a casa o si inventa delle scuse, lei solitamente capisce che c’è un’altra donna; nonostante ciò, non prende decisioni, se non quella di tacere e sopportare. Sia Galatea che Marealto vivono a Parigi. Non mancheranno quindi le occasioni, per il cinico protagonista e l’affascinante ricercatrice, di incontrarsi più volte per approfondire un rapporto che di professionale sembra avere poco.

Quando mi vedrai comparire in quella sala, senza avvisarti, ti farò stendere sul tavolo dei microfoni per essere subito dentro di te, spingere forte e far barcollare tutto, schiaffeggiarti come piace a te, per finta, un colpo più profondo ad ogni spinta, lento e profondo, lento e profondo, e poi più veloce fino a farti urlare come stamattina, rossa in viso, i capelli spettinati, le mani aggrappate ai bordi del tavolo per tenerti sotto di me

Mentre da un lato la narrazione trova spazio tra lenzuola e telefonate maliziose, dall’altro il complotto e l’illegalità danno forma ad una trama parallela. Che cosa centrano le pietre preziose, che tanto fanno gola a Galatea, con la ricerca sui sentimenti del cardiologo fedifrago?

Non ve lo posso dire. Posso però dirvi che questo libro non è per tutti, e soprattutto non è per chi crede in quell’amore che ci viene propinato fin dalla nascita e a cui quasi tutti aspiriamo: quello perfetto, senza segreti, senza tradimenti. Bello? Sicuramente. Vero? Non sta a me deciderlo. Il protagonista, tramite il narratore esterno, cerca di far ragionare il lettore su questo punto di vista, rendendolo spettatore di azioni compiute nella piena consapevolezza di far soffrire un’altra persona.

Ho bisogno delle persone che mi stanno accanto per trasformarle in materiale da ricerca. Sono un vigliacco, un opportunista, piegato continuamente al gioco della forma e della trama, un individuo destinato alla perpetua insoddisfazione. (…) è una cosa schifosa, perché capire come funzionano i nostri sentimenti ti rende un mostro, una persona cinica, capace di qualsiasi bassezza

Giò Marealto però non si accontenta, un’altra donna diventa sua amante, Resi Demrosi. La ragazza lavora in un locale notturno e dona il suo corpo in cambio di denaro. Il suo ruolo? Sarà decisivo principalmente alla fine. Nel frattempo, tra un incontro segreto e l’altro, il passato del protagonista viene a galla, presentando al lettore una madre che ha fatto conoscere al prorpio figlio un amore diverso dal solito, che sicuramente lo ha segnato.

Il linguaggio è ricercato e il ritmo piuttosto incalzante. Ho provato, però, poco interesse per la storia in sè; forse a causa dei personaggi, con cui ho faticato ad entrare in sintonia.

Quando cresci ti illudi di comprendere tutto, solo perchè lo rivedi con gli occhi di un aldulto, ma non è così. La realtà è quella che vedevi quando avevi sette anni, ciò che vedi adesso è soltanto il prodotto dell’esperienza, che sporca tutto come lo smog: il suo effetto non si vede subito, i palazzi nuovi diventano neri dopo qualche anno.

La meccanica dei sentimenti probabilmente rappresenta il vero significato di quello che noi chiamiamo amore, ma che in realtà amore non è. Vi siete mai chiesti se non fossero gli animali a provare i nostri sentimenti, ma fossimo noi gli animali bisognosi di etichettare ogni cosa per rientrare in gelide categorie che di sentimentale non hanno nulla? Frank Iodice cerca di spiegarlo in modo schietto, con un linguaggio molte volte esplicito. Eppure i sentimenti non sono ingranaggi e nonostante vengano innescati da stimoli più o meno tangibili è difficile rivelarne la meccanica. Lascio alle menti più aperte la possibilità di approfondire l’argomento partendo, perchè no, proprio dalla lettura di questo libro.


Frank Iodice è autore dei romanzi Anne et Anne (2003), Kindo (2011), Acropolis (2012), Gli appunti necessari (2013), I disinnamorati (2013), Le api di ghiaccio (2014), Un perfetto idiota (2017), Matroneum (2018), La meccanica dei sentimenti (2018) e delle raccolte di racconti La fabbrica delle ragazze (2006) e La Catedral del tango (2014). 10.000 copie del suo Breve dialogo sulla felicità con Pepe Mujica sono state distribuite gratuitamente nelle scuole.


Recensione a cura di:

 

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