La corsa – Michela Belotti | Recensione

la corsa - michela belottiTitolo: La corsa

Autore: Michela Belotti

Casa editrice: Bookabook

Pag: 82 – Prezzo: €10.00

Keywords: sangue, amore, vita.


La corsa è la storia di Sara, nata e cresciuta nella provincia di Bergamo. Una ragazza semplice, una sognatrice.Una sera autunnale si trova a correre lungo un viale alberato, ferita e terrorizzata.
Dell’aggressione subita e dei giorni precedenti non ricorderà nulla, vittima di amnesia. Nel tentativo di recuperare i tasselli mancanti della sua storia, si troverà coinvolta in un fatto di cronaca nera. Insieme all’amica Lisa e al Tenente dei Carabinieri Castelli, incaricato delle indagini, cercherà di discolparsi dalle pesanti accuse. Riuscirà Sara a fare luce sulle ombre della sua memoria?
Un’altalena di emozioni racchiuse in un adrenalinico racconto thriller; una personale rivisitazione su più piani narrativi del genere noir, condito da humor nero e a tratti romance.


“Sto correndo a perdifiato lungo un viale alberato, fra le foglie autunnali viscide e ormai moribonde incollate al suolo. Sento solo il mio respiro affannato, il battito del cuore che rimbomba fino in gola e lo scalpiccio sul selciato ancora umido. (…) Non so dove sto andando, so solo che devo correre. Ho paura.”

Inizia così il racconto di Sara Rota, una donna come tante che si ritrova coinvolta in una storia più grande di lei. Sara ha 27 anni ed è la maggiore di due sorelle. Lavora in uno studio contabile ed ha una famiglia che rispecchia un po’ lo stereotipo italiano. Sara è considerata la pecora nera: ha interrotto gli studi universitari per dedicarsi a lavori saltuari. Vuole essere indipendente ed andare a convivere con il suo grande amore, Marco. Purtroppo la storia durerà poco, causa un tradimento di lui.

“E te l’avevo detto Sara, che vivere nel peccato non ti portava da nessuna parte. E adesso cosa farai, hai buttato via la tua vita!”

Sara ha una madre molto religiosa, che tiene alle apparenze, ed un padre che ha poca voce in capitolo, succube delle dinamiche familiari. Sara si regala sempre qualche giorno al Lido per il Festival di Venezia, da buona cinefila. Durante un viaggio in vaporetto incontrerà Giorgio, un ragazzo Vicentino che subirà il suo seppur acerbo fascino, e ne resterà folgorato, tanto da seguirla fino a Bergamo. In occasione di questa vacanza conoscerà anche Lisa, una vera amica nei momenti difficili. Sara è una ragazza piena di insicurezze e di lacune affettive. É impulsiva, si lascia trascinare dagli eventi, ragiona col cuore, non con la testa. Impossibile non simpatizzare, oppure identificarsi, con lei. A sorpresa si ritroverà coinvolta in un caso mediatico di cronaca nera come principale indiziata di omicidio. Il tenente dei carabinieri di Bergamo, Roberto Castelli, sarà la sua ancora di salvezza; un uomo di cui è impossibile non innamorarsi. Il racconto va avanti grazie a flashback e ritorni narrativi tra passato e presente. Un escamotage che riesce a tenere viva l’attenzione nel lettore.

“È assurdo come le cose più terribili si ricordino nei momenti di maggior felicità della nostra vita.”

Inizialmente ammetto di non essere subito entrata nella storia. Mi sembrava quasi di leggere su carta un episodio di “Law and order” o “Criminal intent“. Obbiettivamente la trama è di per se un po’ banale, però, grazie alla narrazione incalzante, viene voglia di arrivare alla fine. Una fine che forse ci si aspetta, oppure no. Il racconto è breve ma piacevole. A tratti ironico, buffo, spontaneo, decisamente non impegnativo. Un mix di giallo e amore, che piace.


Michela Belotti.

Nata a Bergamo 33 anni fa. Appassionata di Indro Montanelli e Oriana Fallaci. Ha scritto articoli di vario taglio per piccoli giornali di distribuzione locale. Diplomata in ragioneria, ha poi intrapreso gli studi umanistici. Oggi lavora presso un’azienda contabile, e vive con suo marito e sua figlia ai piedi delle valli bergamasche. “La corsa” é il suo primo romanzo.


Recensione a cura di:

rita calistri
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