La bestia non si ferma – Piero Cancemi | Recensione

bestia non si ferma

Titolo: La bestia non si ferma

Autore: Piero Cancemi

Pagine: 105 – Prezzo: 13 euro

Casa editrice: Eretica Edizioni

Keywords: droga, sesso, alcol

Riccio ricorda, Riccio racconta e Riccio non si ferma anche se ha smesso di camminare. Riccio è il protagonista del libro e ancora una volta in ogni racconto ripercorre tappe della sua vita in luoghi inventati, balzando da età adolescente a età adulta e viceversa. Combinando diversi generi, il libro si propone ad un pubblico giovane con un linguaggio di base crudo mescolato ad un sapore filosofico che emerge in alcuni momenti offrendo un sicuro valore aggiunto. Riccio aveva sbagliato tutto interpretando la realtà come una cosmesi assoluta di vizi e piaceri. Riccio crescerà, ma senza correre.


“La bestia non si ferma” è un libro molto intenso e particolare. E’ suddiviso in racconti, di lunghezze differenti, narrati in terza persona per quanto riguarda il passato. Negli ultimi due capitoli, invece, è Riccio che parla al lettore e si racconta in prima persona. I racconti di questo libro racchiudono aneddoti più o meno piacevoli della vita di Riccio e dei suoi amici.

L’amicizia è quando ci sei nel momento in cui uno dei due sta male, è quella cosa che ti fa ascoltare le sofferenze, fisiche e di cuore; l’amicizia ti fa raccontare delle emorragie postcoitali per farsi una risata in ospedale; l’amicizia è quando cambi per un caffè anche se non lo puoi bere; l’amicizia è quando non si dimentica una persona quando hai una nuova persona accanto, quando fai in modo di riservare sempre un posto anche se con tempo ridotto, ma quel tempo che basta per dimostrare la presenza nella buona e nella cattiva sorte, senza matrimonio, ma solo amore, quell’amore che esite tra amici, gli amici quelli veri.

Riccio è un ragazzo che non bada alle conseguenze delle sue azioni e che ama esagerare per vivere al massimo la vita. Nonostante il vero problema di Riccio sia la malattia che lo affligge, ovvero la sclerosi multipla, a questa “bestia” viene riservato un ruolo marginale. I temi affrontati in questo libro sono la droga, l’alcol, il sesso occasionale e l’autore li affronta in modo crudo e a tratti volgare. Il linguaggio infatti è ora scurrile, ora carico di filosofia al punto di trovare aforismi interessanti quasi ad ogni pagina. In ogni racconto si entra in contatto con esistenze disturbate che vivono di errori e scelte sbagliate e che, solo in certi casi e probabilmente troppo tardi, si rendono effettivamente conto di quello che hanno passato in nome di quel “piacere” tanto seducente quanto distruttivo.

Ho abusato troppo nella vita, ho abusato di tutto quello che poteva darmi piacere, ho abusato delle droghe, ho abusato e continuerò ad abusare dell’alcol, ma la cosa che non riuscirò mai a capire sarà lo squallido modo in cui sono riuscito ad abusare dell’amore.

Il lettore accompagna Riccio a farsi una canna nei bagni della scuola e nei bar ad ubriacarsi fino a stare male. Quando Riccio sembrerà finalmente appagato dal lato sentimentale, non riuscirà lo stesso ad accontentarsi e quindi il lettore sarà testimone di tradimenti e fantasie sessuali.

E’ interessante la scelta dell’autore di dare ad ogni personaggio il nome di un animale. Non si tratta di soprannomi ma di veri e propri nomi; come per sottolineare il fatto che nonostante le maschere che ognuno di noi decide di indossare, è il nostro istinto animale a stabilire veramente chi siamo e come ci comportiamo. Tant’è che i nomi degli animali scelti riguardano esclusivamente animali selvatici e non domestici  (lupo, anaconda, istrice, cinghiale).

Va bene, ma cosa dovrei fare? Dovrei stare tutto il giorno a piangermi addosso? Condurre una vita semplice e salutare? Ancora non mi va di stare meglio, sto male e voglio approfittare del fatto di stare male, ho una malattia di cui ancora non esiste una cura. Sono sempre rimasto affascinato dall’immondizia della vita, mi sono drogato tanto e mi sono alcolizzato anche di più, ho sempre pensato solo a me stesso per raggiungere gli apici dei piaceri, sarò pure una persona di merda lo so, ma sono semplicemente una persona che ha voglia di divertirsi fino all’estremità, mi piace essere circondato da gente come te Lince, gente consapevole di aver esagerato nella vita, ma consapevole di essersi divertita.

Mi dispiace non aver letto il primo libro “La bestia non corre” anche perché nel testo sono presenti delle citazioni che rimandano proprio al primo romanzo; nonostante ciò è una lettura indipendente, ricca di flashback che permettono al lettore di mettere insieme i pezzi.

Ama la tua vita Riccio, percepiscine i suoi profumi, ammira quello che riesci a vedere, apprezza i suoni che ti circondano, rispetta quello che sfiori, elogia le tue gambe che ti reggono in piedi e ammira la forza che ti permette di affrontare le giornate, adora tutto quello che vivi insieme alle sue sfumature gustandone tutti i sapori. Devi infatuarti della cosa più importante che hai, la vita.

Posso considerare questo romanzo un romanzo di formazione e soprattutto lo consiglio agli adolescenti per fargli conoscere un altro modo di vedere un mondo fatto di tabù. L’autore offre un “trip” letterario: un viaggio nella nuda e cruda realtà, con le sensazioni piacevoli dell’alterazione dei sensi e con la consapevolezza successiva di quello che gli eccessi, di ogni tipo, possono causare. Piero Cancemi non insegna, non impone, non giudica, offre invece molti spunti di riflessione.


Piero Cancemi, autore del romanzo La bestia non corre (Vertigo-2013), del racconto Sotto i portici contenuto nell’antologia Racconti Bolognesi (Historica-2015). Autore presso la Community Letteraria di libera pubblicazione online su www.lopcom.it.

firma

Ringrazio l’autore per avermi inviato una copia del libro.

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