Tracce d’autore – Intervista a Maricla Pannocchia

intervista Maricla Pannocchia

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con la rubrica “Tracce d’autore”. L’ospite dell’intervista di oggi ha scritto il libro che ho eletto come miglior libro di aprile: “Le cose che ancora non sai”. Maricla Pannocchia, ha sempre avuto la passione per la scrittura. In seguito alle ricerche svolte per la prima stesura del suo romanzo “Le cose che ancora non sai” (Astro Edizioni), a fine 2014 ha fondato un progetto di supporto sociale e confronto fra coetanei per giovani malati di cancro, dal nome Adolescenti e cancro, che e’ diventato un’Associazione di volontariato nell’aprile 2015. Adesso gestisce con soddisfazione l’Associazione, scrive, viaggia, si gode il suo bellissimo mare e le cose semplici. http://www.mariclapannocchia.weebly.com/

Benvenuta e grazie per aver accettato l’intervista…

1) Raccontaci un po’ di te: chi sei nella vita di tutti i giorni? Elenca 3 pregi e 3 difetti.

Ho 32 anni, abito in un paesino sul mare in Toscana, ho un’attività di famiglia e sono Presidente e fondatrice dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro (che offre supporto sociale e occasioni di confronto fra coetanei a ragazzi/e fra i 13 e i 24 anni che hanno o hanno avuto il cancro), che ho fondato dopo aver scritto il mio romanzo “Le cose che ancora non sai”. Tre pregi, direi che sono semplice, creativa e ottimista (non sempre, comunque ci provo). Tre difetti: sono disordinata, un po’ impaziente e a volte troppo idealista.

2) Qual è lo stato d’animo che ti porta a scrivere?

Cerco di ritagliarmi almeno mezz’ora il giorno per scrivere, anche se non sempre mi è possibile. Questo comunque è per dire che scrivo con qualunque stato d’animo, non mi capita che il mio stato d’animo influenzi quello che scrivo perche’ quando lo faccio sono i personaggi a raccontare la loro storia attraverso i loro stati d’animo. E’ come se io fossi semplicemente le dita che ticchettano sui tasti del computer per mettere i loro stati d’animo su una pagina.

3) In quale luogo e momento della giornata ti dedichi alla scrittura? 

Generalmente scrivo al mattino, poco dopo essermi svegliata. A volte, anche dopo pranzo o la sera dopo cena, ma molto raramente. Scrivo al tavolino del salotto. Non ho rituali particolari, ma mi piace quando in casa c’è silenzio e calma.

4) Cosa cerchi nella scrittura? E nella lettura?

La scrittura e’ una necessità, è come aprire un cancello verso altri mondi. “Divento” dei personaggi e vivo le loro vite, provo sulla mia pelle avventure, vicende toccanti, dolorose, divertenti… Credo che sia nella scrittura sia nella lettura, cerchi la vita. Quella vita vera e sincera, che si può raccontare in qualunque genere di romanzo, ma che è così difficile da trovare.

5) Indica il genere letterario che preferisci e un personaggio nel quale ti ritrovi.

Non ho un genere letterario che preferisco in assoluto, quello che scelgo di leggere dipende anche dal periodo e dallo stato d’animo anche se mi piacciono le storie vere, i romanzi realistici, gli storici, i romanzi di formazione e i classici. A proposito di classici, un personaggio nel quale mi sono sempre ritrovata molto è Jo March, indiscussa protagonista di “Piccole donne”. Come lei, amo scrivere e sono sempre stata un po’ maschiaccio. Ho una sorella più piccola di tre anni, e fra le due lei è sempre stata quella piu’ carina e dolce. Come Jo, mi piacciono i grandi slanci, i grandi ideali e cerco di andare avanti per la mia strada.

6) Da cosa trai ispirazione per far nascere nuove idee? Racconta la circostanza più strana dalla quale hai tratto spunto per qualche tua storia o personaggio.

Generalmente le idee migliori mi vengono in mente senza bisogno che mi metta a cercarle, com’è successo per “Le cose che ancora non sai”. Ho scritto tante altre storie, solo per me e per il gusto di scriverle, e per molte di quelle ho trovato gli spunti su Internet. I personaggi si presentano a me come esseri già formati, non devo trarre ispirazione dalle persone che mi circondano. Non direi che si tratta proprio di una circostanza strana, quanto di un segno del destino, come lo chiamo sempre. Molti pensano che io abbia scritto “Le cose che ancora non sai” dopo aver vissuto un’esperienza diretta di malattia o comunque dopo aver conosciuto qualcuno con il cancro, in realtà un giorno stavo navigando su Google a caso e mi sono imbattuta nella foto di due ragazze adolescenti. L’ho vista, e sono stata come fulminata dall’idea di scrivere un romanzo con due protagoniste adolescenti, di cui una malata di leucemia. Dico sempre che vedendo quella foto – molto semplice, che ritravea due amiche che si tenevano per mano – avrei potuto scrivere qualunque altra storia che parlasse dell’amicizia in adolescenza ma anche di altri temi con due giovani donne come protagoniste. Invece, ho sentito come un richiamo per scrivere questa storia. I personaggi sono apparsi nella mia mente come se fossero persone reali. Ecco perché penso che le storie veramente importanti, quelle che sei destinato a scrivere e far conoscere perché ci credi 100%, nascano da sole.

7) A chi fai leggere le tue bozze?

A me 🙂  E a mia sorella ma alla fine penso che solo io, in quanto autrice, possa “sentire” che cosa va e che cosa non va. Poi naturalmente nella fase di editing il romanzo è stato letto e revisionato anche dalla casa editrice.

8) Quali sono gli elementi che secondo te dovrebbe avere un buon romanzo?

Una voce. Una storia che muori dalla voglia di raccontare, che proprio ti senti dentro. Dei personaggi realistici. La passione e lo spirito di sacrificio. Secondo me gli autori o aspiranti tali non dovrebbero pubblicare o auto-pubblicare libri su libri, come se la quantità fosse la cosa che conta, piuttosto che la qualità. Meglio dedicarsi a pochi progetti nei quali credi veramente. Oggigiorno, con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione, chiunque puoò scrivere e pubblicare un libro. Questo rende la cosa molto “facile”. Credo che i veri romanzi vengano dallo spirito di sacrificio, dalle emozioni vere, dal bisogno di vivere quella storia e farla vivere ai lettori, senza scorciatoie, senza aspirare a salire in testa alle classifiche o a guadagnarci.

9) Qual è stato il consiglio più importante che ti hanno dato? E tu che consiglio daresti a chi vorrebbe diventare uno scrittore?

Onestamente non ho mai ricevuto un consiglio riguardo alla scrittura. Il mio consiglio a chi vorrebbe diventare scrittore, invece, è piuttosto simile alla risposta che ho dato alla domanda precedente. Scrivi qualcosa in cui credi; scrivi e fai sentire la tua voce. Il mondo è già sin troppo pieno di libri-fotocopia; se hai qualcosa da dire e sai dirlo in maniera unica, buttati, non avere paura. E’ un’avventura con i suoi alti e bassi, ma se la sai prendere per il verso giusto, saprà darti molte soddisfazioni. Personalmente, non voglio fare la scrittrice; so benissimo che in Italia non si campa di questo lavoro, il supporto non è molto e un autore emergente deve faticare come un matto per ogni piccola cosa. Ho scritto “Le cose che ancora non sai” per sensibilizzare le persone sul cancro nell’adolescenza, argomento cui tengo molto e di cui mi occupo ogni giorno grazie alla mia Associazione di volontariato Adolescenti e cancro. Non pretendo chissà cosa dal mondo della scrittura, ma ogni volta in cui una lettrice mi scrive che, dopo aver letto il romanzo, rivaluta la vita e la apprezza di più, mi sento soddisfatta. Consiglio quindi di aspirare a lasciare qualcosa nei cuori dei lettori. Tutto il resto, non è veramente importante.

10) Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

A livello di scrittura, no. Come ho accennato, cerco di ritagliarmi un po’ di tempo per scrivere ogni giorno, anche se spesso si tratta solo di mezz’ora, e a volte non posso farlo perché ho altri impegni. Scrivere mi piace molto e non potrei stare senza; scrivo storie per me, per intrattenermi, divertirmi, esplorare nuovi mondi e vivere nuove vite, ma non penso a un’altra pubblicazione. In futuro, sicuramente scriverò altri romanzi che trattano aspetti della malattia in adolescenza che non ho avuto modo di trattare o di approfondire in “Le cose che ancora non sai”. I lettori apprezzano il mio modo di raccontare questo mondo, e vorrei continuare ad avvicinarli alla tematica grazie a storie realiste di adolescenti che hanno a che fare con situazioni molto difficili da affrontare. Per quanto riguarda l’Associazione, invece, ho molti progetti in corso e altrettanti in mente. Invito tutti i lettori a seguirci sul sito e sulla pagina Facebook per essere sempre aggiornati su quello che facciamo: www.adolescentiecancro.org www.facebook.com/adolescentiecancro

 

Grazie per aver lasciato le tue “tracce” sul mio blog!

 

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