Incontri quasi per caso – Chiara Pellicoro De Candia | Recensione

Titolo: Incontri quasi per caso

Autore: Chiara Pellicoro De Candia

Pagine: 146 – Prezzo: 12 euro

Casa editrice: Bookabook

Keywords: racconti, viaggio, occasioni


Quando nel 1914 E.L. Masters scrisse “L’antologia di Spoon River”, mai avrebbe immaginato che quasi un secolo dopo uno scrittore – al quale il padre aveva imposto il nome del poeta americano – ispirato ma quasi obbligato, spinto da un potente impulso, avrebbe deciso di emularne l’idea: raccontare storie di gente qualunque. Per farlo parte per un non-viaggio in treno: da Torino a Palermo, lungo tutto lo stivale per raccogliere dai suoi occasionali compagni di viaggio le loro vicende. Questa volta a parlare saranno persone vive, con i loro drammi, le loro gioie e i loro difetti: particolari ma, come in Spoon River, universali. Tra tutte, la storia principale che racconta è proprio la sua: il suo modo di essere e di pensare, i suoi vizi e le sue debolezze, il suo feroce cinismo che non è arretrato nemmeno davanti alla scoperta dell’esistenza di un figlio…”


Di solito, quando un’occasione non viene colta al volo, si dice “hai perso il treno”. Incontri quasi per caso, infatti, parla di occasioni, di gente comune che non finisce sui giornali o in tv.

Edgardo, uno scrittore di successo, dopo un periodo critico senza ispirazione ma con tanto alcool a compensare, decide di investire le proprie energie e capacità in nuovo progetto. Parte così per un non-viaggio in treno lungo tutto lo stivale, da Torino a Palermo, con lo scopo di ascoltare le storie dei passeggeri più interessanti e raccoglierle in un manoscritto. La raccolta di racconti, ispirata all’Antologia di Spoon River di E.L. Masters, ci viene presentata dal figlio di Edgardo, Emanuele, che ha ricevuto il manoscritto in eredità.

Perchè sui treni la vita scorre e non è parallela ai binari percorsi ma vi cammina sopra, si nutre di quel tempo che collega una stazione all’altra, sale e scende come i viaggiatori casuali: figure messe lì da un destino già scritto, da un dio qualsiasi che gioca a dadi a cui esce sempre il sei – sempre il numero vincente – o semplicemente dagli ingranaggi a volte arrugginiti che un giorno cominceranno a girare al contrario.

I titoli dei capitoli riportano la posizione che quel preciso racconto ha nel manoscritto (“dalla pagina 7 del manoscritto”) idea originale, utile soprattutto per immaginare di avere tra le mani la vera opera di Edgardo. Ogni capitolo è suddiviso in due parti: la prima, in cui Edgardo introduce al lettore l’incontro con il personaggio in questione; e la seconda in cui, mediante l’utilizzo del corsivo, si legge la storia da lui rivisitata e trascritta, proprio come la sta leggendo Emanuele.

Mi immagino di essere una telecamera, di registrare il tutto e poi di rivederlo a velocità doppia o anche tripla. Frammenti di vita, frammenti di secondi dei frammenti di vita che si muovono nevrotici, camminano come nei film muti con passetti veloci e ravvicinati.

Molti sono i riferimenti ai personaggi dell’Antologia di Spoon River, una coincidenza, tale solo in apparenza, che racchiude temi importanti quali la violenza sulle donne, il carcere, la disabilità e molto altro.

Mi serve un punto di osservazione privilegiato che mi dia modo di mischiarmi tra la gente, gente qualunque, gente che si pone delle domande a cui non sa trovare risporte. Io sarò la loro risposta. Perchè mi approprierò delle loro vite e ne farò dei racconti, senza sconti e senza chiedere perdono dello stravolgimento dei fatti.

Incontri quasi per caso non racchiude esclusivamente le storie della gente che Edgardo incontra; tra un personaggio e l’altro lo scrittore racconta anche un po’ di sé, ed è in uno di quei momenti che al lettore sarà regalata un’ultima storia, che lo stupirà con un colpo di scena finale.

Incontri quasi per caso è un libro scritto con maestria, frutto di un’idea originale e ben sviluppata. Incuriosisce, emoziona, sorprende, insegna, fa tutto ciò che un buon libro dovrebbe fare.

E voi, lettori, non lasciatevi sfuggire quest’occasione, salite sul treno, prima che sia troppo tardi!


Chiara Pellicoro De Candia è nata a Taranto ma vive in provincia di Bari con il marito e i tre figli. Quando non scrive, esercita la professione di avvocato. Incontri quasi per caso è il suo secondo romanzo.



Ringrazio l’autrice per avermi inviato una copia del libro.

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2 thoughts on “Incontri quasi per caso – Chiara Pellicoro De Candia | Recensione

  1. Grazie a Tracce d’inchiostro. Una recensione, al di là del giudizio positivo che rinfranca e rincuora, costruita in maniera elegante e precisa. Se fossi un lettore e non l’autrice, sarei fortemente incuriosita. Ma questo vale per me, che nonostante l’impegno della scrittura, non rinuncio ai miei tour de force su libri di carta ed ebook. Spero che valga anche per tanti tanti lettori. Chiara Pellicoro De Candia

    • traccedinchiostro il said:

      Grazie mille. Sono molto felice che la recensione ti sia piaciuta e, come te, spero che eventuali lettori si incuriosiscano e non si lascino scappare questa lettura. Grazie ancora. A presto!

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