Incastri distanti – Alessandro Ebuli | Recensione

incastri distanti recensione

Titolo: Incastri distanti

Autore: Alessandro Ebuli

Casa editrice: Eretica Edizioni

Pagine: 118 – Prezzo: €13.00

Keywords: sofferenza, esperienza, fatalità.

Voto: 5/5


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È difficile comprendere come sia possibile scoprirsi parte integrante della vita altrui, ritrovandosi coinvolti dalle storie di persone a noi totalmente estranee e provare dolore, inquietudine, angoscia nel venire a conoscenza delle loro stesse sofferenze. Il confine tra il rimanere intrappolato dentro quelle storie oppure restarne indifferente è labile. Racconti per narrare vicende del presente, del passato, ma anche di un possibile futuro, per immergersi dentro una realtà travolgente, nella quale siamo costantemente imprigionati e che troppo spesso crediamo non ci riguardi di persona. Storie di sofferenza, storie di esperienza, storie di liberazione.


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Il mondo è colmo di sofferenza, nella ricchezza così come nella povertà. Nulla può cambiare il destino di ciascuno di noi.

Alessandro Ebuli, con una sensibilità fuori dal comune, ci racconta, in questo libro, episodi di vita. Una vita comune, familiare a tutti noi, stravolta da una fatalità, un incidente, dal trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Leggendo queste pagine non ho potuto non pensare: potevo esserci io.

“La vita è una costante scelta. (..)Apparentemente semplici scelte, che in un modo o in un altro condizioneranno la nostra vita ed il nostro futuro. Nessuno di noi può sottrarsi al risultato di queste scelte, positivo o negativo esso sia”.

In Incastri distanti  l’autore ci offre molto materiale su cui riflettere, riportandoci alla mente episodi di cronaca della nostra Italia e non solo. Per farvi solo qualche esempio: la strage alla stazione di Bologna del 1980, l’omicidio di Marta Russo, la tragedia del piccolo Alfredo, caduto in un pozzo, e l’attentato alle Torri Gemelle dell’11settembre 2001. Ogni episodio viene romanzato e raccontato da chi l’ha vissuto, in prima persona, o attraverso parenti o persone care. Il tutto viene affrontato con empatia e sentimento da Alessandro Ebuli, che ci conferma una verità di fondo:

“La vita continua per chi resta, è una triste realtà, con addosso il pesante fardello di un’esperienza che è essa stessa una sofferenza”.

Si parla di disagio: quello che spinge le persone più sensibili verso alcol, droghe, anoressia, e nel peggior dei casi al suicidio. Ogni storia mi ha fatto affiorare dei ricordi. Facile è dimenticare, quando non viviamo le esperienze tragiche in prima persona. Ma credo che nessuno riuscirà a leggere questo libro senza pensare ad un amico, un parente, un conoscente, o senza aver davanti agli occhi le immagini, le foto, i dossier, la foga mediatica che ha accompagnato queste vicende. Perché in questo libro non si parla solo di emozioni, ma anche di storia.

“Non ho ancora capito se le esperienze sono la conseguenza delle sofferenze oppure il contrario.”

Questo è il filo conduttore che ci accompagna durante tutto il romanzo. Parlare della sofferenza può non farla sparire, ma aiuta chi l’ha vissuta a conviverci.

“La vita ci ricorda che non è possibile fuggire dalla realtà, e talvolta ripercorrere la propria storia è necessario”.

Incastri distanti  indubbiamente è diverso: invita a porsi delle domande, oltre che a toccare i nostri sentimenti, paure e insicurezze. Una rarità che vale la pena di leggere.


Alessandro Ebuli nasce nel 1975 a La Spezia, dove vive con la moglie Francesca ed il figlio Iacopo. Collaboratore di numerose testate musicali online, alcune sue poesie sono state inserite all’interno di importanti antologie letterarie. È autore della silloge poetica Sotterraneo (2016) e della raccolta di racconti Le dieci stanze (2017), entrambi editi da Eretica Edizioni.


Recensione a cura di:

rita calistri
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