Il tuo gioco – Marina A. Zimmermann

il tuo gioco recensione

Titolo: Il tuo gioco

Autore: Marina A. Zimmermann

Pagine: 116 – Prezzo: 10 euro

Casa editrice: La strada per Babilonia

Keywords: gioco, lusso, relazioni

È con il rumore della pallina bianca che gira intorno alla boule che si dà inizio al romanzo. Le sedie attorno sono occupate da giocatori esperti, freddi e calcolatori, che non lasciano trapelare dubbi o incertezze. Intorno al tavolo sono seduti Miriam e Ben, due perfetti sconosciuti, due vite diverse, agli antipodi, il cui gioco, però, si incrocia e viene portato all’eccesso dei sensi. Un gioco che li trascinerà in un vortice sul quale perderanno il controllo. È una storia intima, come la sfida personale che ognuno affronta con la roulette, ma anche di destini incrociati. Come quello di due donne, il cui passato, presente e futuro andrà a mescolarsi.
Un romanzo dove i sentimenti, i sensi e la passione sono messi in primo piano. L’autrice gioca con i punti deboli dei protagonisti per tessere una storia che porterà a un epilogo sorprendente, con l’ultima partita giocata, la più difficile, la più importante, da cui si faranno nuove scelte.


Miriam è una donna che ama frequentare i casinò nell’orario che precede l’alba, orario in cui si soffermano i giocatori più spericolati e più facoltosi. Di ritorno da una nottata al casinò si ferma in un bar in cui incontra Ben, un uomo che intrattiene con lei una conversazione surreale fatta di giochi di parole e doppi-sensi . Tra i due esplode una passione che non dovrebbe prolungarsi oltre quell’incontro. Le regole del gioco di Ben infatti sono precise: solo sconosciute, non si rivede una donna per una seconda volta. Eppure, con Miriam, Ben ha qualche difficoltà a rispettare le regole e un nuovo incontro li congiungerà nuovamente.

Di nessuna si era curato, oltre alle ore del divertimento. Di questa bellezza mediterranea, invece, ne era addirittura ossessionato.

Personaggio più secondario è Dogalda, l’amica lesbica e artista di Miriam, con cui la protagonista passa qualche giorno in una villa al mare e la consola per la fine della relazione con la compagna Michelle. La loro amicizia è molto intima, tra loro non ci sono tabù e con il tempo la loro unione si rafforzerà sempre di più.

Le mani di Dogalda avevano già da qualche tempo smesso di massaggiare la schiena della sua amica. Le sue dita diventarono sempre più morbide, il suo tocco sviluppò una nuova intimità. Miriam non la respinse. Improvvisamente non era più lei l’amica poderosa, la consigliera, la protettrice.

In poco più di cento pagine l’autrice racchiude circa 6 anni di vita dei personaggi. Il ritmo veloce non sempre agevola il lettore che, in alcuni punti, si ritrova in balia di eventi descritti superficialmente. La superficialità è infatti la caratteristica fondamentale di questo racconto: lo shopping, il gioco d’azzardo, la villa, le aste di gioielli, il sesso occasionale, sono tutti elementi che affascinano e che, allo stesso tempo, innalzano un muro davanti ai lettori che, come me, ricercano più sostanza e meno apparenza.

Le aste via web si riducevano soltanto a una stressante attesa, in agguato del prossimo numero. Nella sala si può sentire l’atmosfera. L’elettrizzante attesa corrisponde a una certa eccitazione, che alla fine si scarica in un sussurro deluso o in un applauso liberatorio da parte del pubblico. Gli offerenti anonimi dietro i telefoni e i computer non potevano sentire quelle emozioni.

Il narratore è esterno e nella prima parte del libro descrive il punto di vista di Ben e di Miriam alternativamente. Nella seconda metà del libro l’autrice cambia stile e oltre a dedicarsi esclusivamente al punto di vista di Miriam rivela alcuni dettagli della sua famiglia e del suo carattere. L’atmosfera si farà più tesa quando un colpo di scena sconvolgerà la vita della protagonista.

Dominava il gioco. Soltanto lui definiva le regole. Lei poteva partecipare solamente sotto il suo controllo.

In questo libro la parola che si ripete più spesso è gioco e ogni personaggio ha il suo. Per gioco credo che si possa intendere il modo di affrontare la vita (con tanto di paure, passioni e scelte). La vita, in effetti, è fatta di manches ed ogni giocata è un’occasione per vincere o perdere…Sta ad ognuno di noi fare il proprio gioco e sperare di vincere!


Marina A. Zimmermann

Marina Zimmermann nasce nel 1960 in Germania. Studia lingue a Ginevra e arte a Milano. Si diploma al Gemological Institute of America in Gemmologia. Per quasi tre decenni lavora in gallerie d’arte e case d’asta. Vive in Italia e in Inghilterra, poi dal 2011 risiede di nuovo in Germania. La scrittura è stata una piacevole costante nella sua vita. Dagli articoli per la stampa su antiquariato e gioielli si ritrova oggi con due blog (in tedesco e in italiano) e libri di narrativa. “Il tuo gioco” è stato pubblicato anche in Germania.

firma

Ringrazio la casa editrice “La strada per Babilonia” per avermi inviato una copia del libro.

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