Il profumo dello zucchero filato – Eleonora Pumati | Recensione

Titolo: Il profumo dello zucchero filato

Autore:  Eleonora Pumati

Casa editrice: SensoInverso Edizioni

Pagine: 104 – Prezzo: 13,00

Keywords: sogni, bugie, famiglia

Voto: 2/5


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Amore e passione, segreti e ricerche, presente e passato, incontri e rivelazioni, realtà e immaginazione: “Il profumo dello zucchero filato” è un romanzo intenso che indaga i rapporti interpersonali e la vita quotidiana di un microcosmo di persone con le quali ci identificheremo da subito.


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Idea: 4

In questa storia ci sono tre protagoniste: Agnese, sua sorella Matilde e Lucrezia. Agnese e Matilde vivono nel passato, Lucrezia, invece, nel presente. Le due sorelle abitano con i genitori in una villa neoclassica nel Wisconsin. Lucrezia, invece, vive e dirige il circo e parco giochi “Atmosfera” insieme ad Amelia, sua “mamma”. Lucrezia è tormentata da sogni agitati: sogna due sorelle, i loro genitori, la loro vita… Per quale motivo Lucrezia fa questi sogni? Perchè non si ricorda nulla del suo passato? Giovanni, il ragazzo appena assunto per occuparsi dello zucchero filato, sembra aver intuito qualcosa, e la aiuterà a fare luce su questa faccenda.

Sviluppo: 2

Partendo da un’idea così carina, ci si aspetterebbe un intreccio ben studiato e sviluppato. Eppure Il profumo dello zucchero filato sembra una bozza buttata giù di fretta per poi venire approfondita in seguito. I cambi temporali non sono ben definiti e alcune scene risultano poco chiare, dando l’impressione di essere state cambiate in corso d’opera (Esempio: Lucrezia sta cucinando a casa propria, arriva l’ospite, la serata prende una brutta piega ed è lei ad andarsene invece che l’ospite.) Nella testa dell’autrice è tutto molto chiaro, peccato che non sempre quasta chiarezza si ritrovi tra le pagine. Se si leggesse questo romanzo con superficialità e leggerezza, si potrebbe comunque apprezzare una storia interessante con una sfumatura di rosa.

Tecnica: 1

Risultano particolarmente fastidiosi ed eccessivi i molteplici errori che si incontrano durante la lettura. Non si tratta di refusi ma di veri e propri errori: non mancano infatti ripetizioni; tempi verbali sbagliati; lettere (çç) inserite molto probabilmente per ricordarsi di aggiungere in fase di revisione, a parer mio mai avvenuta, il nome di una città; virgolette aperte e chiuse (” “) che avrebbero dovuto ospitare il titolo di una canzone, mai inserito. Se tutto questo avesse un senso, legato al finale di cui ovviamente non posso dirvi nulla per non rovinarvi la lettura, mi spiace non averlo capito; eppure dubito che per giustificare questo tipo di scelta vengano commessi tali errori.

Intrattenimento: 4

Sorvolando sulla parte tecnica, si ha comunque tra le mani un libro che si fa leggere e che mantiene viva la curiosità. Cercare, insieme a Lucrezia, la verità sul suo passato e sulla sua identità, permette al lettore di vivere un’avventura leggera e poco impegnativa.

Emozioni: 2

Se da un lato ci si può infastidire per gli errori, dall’altro si viene catapultati in un’atmosfera familiare che conforta e rilassa, nonostante le difficoltà. La parte investigativa e le rivelazioni che ne conseguono risultano frettolose e poco realistiche. Sembrerebbe tutto studiato a puntino, peccato che il risultato finale appaia come un’opera acerba e superficiale.

Il profumo dello zucchero filato è una lettura che intreccia passato e presente sfruttando un’atmosfera onirica per legare il tutto. Gli errori riscontrati disturbano la lettura e non permettono di godersi quell’avventura che, se solo fosse stata sviluppata meglio, sarebbe stata sicuramente molto più avvincente ed emozionante.


Eleonora Pumati (Venezia, 1992), intraprendente e carismatica, ha studiato letteratura alla facoltà di Giornalismo presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Il profumo dello zucchero filato è il suo primo romanzo.


Recensione a cura di:

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