I tramonti sul golfo – Claudia Lancellotti | Recensione

i tramonti sul golfo

Titolo: I tramonti sul golfo

Autore: Claudia Lancellotti

Pagine: 100  – Prezzo: 13,00

Casa editrice: Eretica Edizioni

Keywords: Napoli, ricordi, amore


«E dimmi, cosa fai a Napoli? »
«Colleziono i tramonti sul golfo».
«E cosa ci può mai essere di così diverso tra un tramonto e un altro
se si ritrae sempre lo stesso scenario?»
«Una vita intera, per esempio».

I tramonti sul golfo, ritratti un giorno dietro l’altro, per impressionare sulla lastra della memoria ogni momento della propria vita: attraverso tali immagini la protagonista ripercorre la fase dell’innamoramento e il periodo di fragilità e spensieratezza dell’adolescenza. L’eco della saggezza genuina e pragmatica delle parole di sua nonna l’accompagna lungo tutto il percorso dell’esistenza, guidandola in scelte che inizialmente appaiono folli e insensate ma che poi si rivelano sempre le più giuste.


Cosa vi viene in mente quando leggete la parola “tramonto”? Colori, profumi e atmosfera sono alcune delle risposte che potreste darmi e sono gli ingredienti principali di questa storia. “I tramonti sul golfo” non è una semplice storia scritta su carta, è un insieme di pennellate dipinte con maestria sulla tela.

Nemmeno un pittore ubriaco potrebbe concepire una tale mescolanza di sfumature. Il viola e l’arancio si abbracciavano, giocando ad inseguire il blu della sera, e nuvole rosse si specchiavano sul mare del golfo. Il cielo da azzurro si tingeva di rosa attraversando tutte le possibili tonalità dell’arcobaleno. In questo baccanale di colori, Ischia si stagliava con il suo perfetto profilo, l’eleganza del monte Epomeo e le forme sinuose che sembravano allungarsi per lambire la terraferma e ricongiungersi ad essa.

Al centro di questo romanzo c’è una storia d’amore: un amore che si fa rincorrere, che brucia come il sole da cui è attratta la ninfa da cui la protagonista prende il nome. A Clizia bastano infatti pochissimi, fugaci incontri per innamorarsi di quel ragazzo più grande, di nome Sergio, un ragazzo sfuggente a cui lei riesce a perdonare tutto. Quando però Sergio commetterà l’errore degli errori, tutto verrà rimesso in discussione.

A volte mi chiedevano da cosa nascesse quest’ansia di fotografare. “In fondo”, mi diceva Patty, la mia vicina, “un tramonto è simile a mille altri”. Forse era un modo per archiviare tutto: collezionare tramonti era come tenere a mente ogni giorno della mia vita, sapere che anche se un istante può sembrare simile ad un altro, in realtà non lo è. Ogni attimo è unico, ogni alba, ogni tramonto, ha una sua storia.

E’ proprio una storia, quella della protagonista, che l’autrice ci narra mediante flashback ed anticipazioni. La spensieratezza dell’adolescenza, l’ansia per l’esame di maturità e l‘innamoramento sono alcune fasi della vita di Clizia che vengono ripercorse da un “io narrante” tramite uno stile ricco di citazioni musicali degli anni 90, profumi floreali e sfumature colorate.

“E se mi servisse qualcosa in più per far parlare qualcuno?” “Uè piccere’ ma che te sì mis ‘n’cap? Mica sei un agente segreto in missione, tu solo a un ospedale devi andare e fare qualche domanda. Ѐ arrivata James Bondì!”. “Bond nonna, non Bondì. Ѐ inglese”. “Ah boh, io a scuola ho fatto francese”

Tra un salto temporale e l’altro la figura della nonna di Clizia, Lena, risulta sempre presente e sicura, come un faro nel mare. Lena è una napoletana verace, religiosa ma scaramantica, una donna a cui Clizia tiene molto e dalla quale impara altrettanto.

Proprio come un’onda del mare, che prima si infrange e poi si ritira in se stessa per poi riprovarci, anche la protagonista si chiuderà in se stessa, cambiando e crescendo, preparandosi ad infrangersi nuovamente al momento opportuno. Nel frattempo ci penseranno le amiche, la nonna e le nuove esperienze lavorative a tenerla a galla.

“Figlia mia, l’amore che possiamo portare dentro di noi è un pozzo senza fondo, nella tua vita ti ritroverai ad amare e perdonare più di quello che pensi di poterti permettere. Ma devi lasciarti andare, non devi avere paura. Amare è come morire. Ti devi abbandonare”

Ne “I tramonti sul golfo” Claudia Lancellotti, come ha precisato su facebook, prende spunto da persone reali per caratterizzare personaggi secondari. La caratterizzazione, psicologica soprattutto, è il punto forte di questo libro e rende possibile l’immedesimazione del lettore. La trama principale passa quasi in secondo piano rispetto alle storie dei singoli che vengono invece analizzate dettagliatamente e, nel caso di Sergio, velate da un alone di mistero.

Era entrato nella mia vita in un modo insolito, quasi teatrale, ma senza mostrarsi del tutto. Si era svelato a poco a poco per farmi apprezzare i dettagli prima dell’insieme, come si fa con le opere di grande valore.

I capitoli brevi e lo stile evocativo rendono la lettura fluida trasportando il lettore in un mare di emozioni e sensazioni fino ad un finale probabilmente prevedibile caratterizzato però da situazioni particolari; un po’ come i tramonti che Clizia immortala quotidianamente, ogni storia d’amore appare simile ad un’altra, eppure la diversità sta nella vita di ogni protagonista, e senza la vita di Sergio e Clizia non avreste mai potuto leggere “I tramonti sul golfo”.

La vita è una traversata, per alcuni molto ardua, per altri più lieve e felice. Ma quello che è importante è ciò che si impara durante il viaggio, perché alla fine dei tuoi giorni, quando non avrai più il tempo per correggere i tuoi errori, ti resterà la saggezza e il ricordo di quello che hai appreso.


Claudia Lancellotti, insegnante di Scienze Naturali, è nata a Roma e vive ad Ercolano, in provincia di Napoli, alle falde del Vesuvio. “I tramonti sul golfo” è il suo primo romanzo.



Ringrazio l’autrice per avermi inviato una copia del libro.

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