I dùrmienti – Francesco Delle Donne | Recensione

Titolo: I dùrmienti

Autore: Francesco Delle Donne

Casa editrice: La scuola di Pitagora

Pagine: 138 – Prezzo: 12,00

Keywords: Napoli, famiglia, quotidianità

Voto: 3/5


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Dùrmiente è l’anima di Napoli. E dùrmienti sono i protagonisti di questi racconti. Ma quando il corpo della città si ridesta con devastante naturalezza, essi divengono vittime e carnefici del loro destino, e del destino di un’intera umanità. Ettore il cane scappa dalla bestialità della famiglia che lo ospita, e di cui egli è testimone muto, oltre che martire; Nino cerca la felicità nel ricordo di un odore, ma un giorno scopre l’inganno che i sensi e la memoria hanno ordito alleandosi; Spina ‘e rosa si paralizza come un Cristo morente in salotto, mentre una tempesta di rose si abbatte come una nemesi sulla città; Antonio rifugia la sua famiglia in una cava nella Zona Rossa, per sfuggire un destino che pare invincibile; Giuseppe ha un amico immaginario che sgomina una banda di bulli, consentendogli un inatteso riscatto; Giovanni osserva la città disfarsi e andare alla deriva, ma un risveglio tardivo ricompone il suo sguardo frammentato sul mondo, restituendo speranza alle anime dùrmienti.


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Idea: 4

I dùrmienti è una raccolta di sei racconti di lunghezze diverse e non collegati fra loro. Rappresentano una realtà napoletana romanzata e un po’ esagerata per valorizzarne pregi e difetti. L’autore, in alcuni racconti, sembra voler far riflette il lettore, in altri invece si limita a narrare semplici storie. Il problema è che non si capisce dove voglia andare a parare: girando l’ultima pagina di quasi tutti i racconti mi sono chiesta: ” E quindi?”. Molto probabilmente sono io a non aver capito il libro, a non aver colto sottigliezze o altro. Eppure questo mi ha fatto riflettere e mi ha portato a chiedermi se sono io quella sbagliata o se invece ha sbagliato l’autore a non avermi fornito abbastanza mezzi per interpretare i suoi ragionamenti.

Sviluppo: 3

La maggior parte dei racconti dipinge un quadretto familiare piuttosto critico e lo fa in modo quasi tragicomico. Violenza, bullismo, depressione, malattie, catastrofi, sono alcuni aspetti che vengono affrontati da un occhio molto spesso minorenne ma all’apparenza molto più maturo di quello adulto (i ragazzini sono infatti le principali voci narranti). Il lettore riconosce subito alcuni stereotipi più famosi e scopre tradizioni e usanze magari poco note. La critica che l’autore esprime nei confronti dei napoletani è tagliente, ma allo stesso tempo si percepisce l’amore che egli prova per la sua città natale.

Tecnica: 4

Il linguaggio è semplice in alcune parti e ricercato in altre. Francesco Delle Donne sa scrivere e ogni occasione è buona per dare sfoggio delle sue abilità. I dialoghi tra i personaggi racchiudono alcune frasi in dialetto facilmente comprensibili. Le frasi a volte risultano particolarmente lunghe e questo, pur non rallentando la lettura, che effettivamente mantiene un buon ritmo, rischia di far perdere il filo del discorso. Essendo racconti non ci si può ovviamente aspettare una caratterizzazione eccessiva dei personaggi ma, a mio avviso, spendere qualche parola in più per il background o per il finale di ogni storia avrebbe donato più carattere ad una raccolta che solamente qualcuno può veramente capire ed apprezzare.

Intrattenimento: 2

Ho avuto difficoltà nel trovare la motivazione necessaria per passare da un racconto ad un altro. Chiedersi perchè l’autore abbia scelto quei personaggi e quelle situazioni per affrontare un tipo di realtà e non riuscire a trovare una risposta, non mi è piaciuto. Soltanto in un racconto l’autore irrompe nella narrazione come narratore onniscente e indica al lettore la via da seguire per capire meglio quali sono i punti su cui ragionare maggiormente; in tutti gli altri no, e questo penalizza l’intero libro e di conseguenza l’intero messaggio che l’autore avrebbe voluto lanciare.

Emozioni: 2

Nonostante la narrazione interna, ho fatto fatica ad entrare in sintonia con i personaggi: non ne capivo le scelte, i pensieri, le azioni. Anche durante le scene più drammatiche non ho provato sentimenti, solamente un po’ di rabbia nel primo racconto nel quale viene maltrattato il cane. Andavo avanti a supposizioni, mi chiedevo se l’autore avesse voluto comunicare questo o forse quest’altro, se dovevo ragionare su questo o su quest’altro. Ma davvero è compito del lettore? Davvero è dovere del lettore capire cosa l’autore vuole comunicare o è lo scrittore che deve fornire gli elementi necessari per far sì che il suo messaggio venga interpretato da più persone possibili e non solo da pochi eletti?

I dùrmenti è una raccolta di racconti che vuole provocare, far riflettere e svegliare. A me non ha convinto fino in fondo; eppure merita comunque un’occasione da chi, a differenza mia, è più vicino alla realtà napoletana, in modo che possa essere capito ed apprezzato maggiormente.


Francesco Delle Donne è nato a Napoli nel 1976 e vive a Torino. Nel 2016 ha vinto il Premio InediTO con il racconto Spina ‘e rosa e Nazione Indiana ha pubblicato La consistenza del cane (Les nouveaux réalistes). Nello stesso anno, altri suoi racconti sono apparsi sulla rivista Carie letterarie. Nel 2017 ha esordito con la raccolta di racconti I dùrmienti


Recensione a cura di:

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