Sulle cime dell’Himalaya per amore? Una follia tratta da una storia vera

Buongiorno lettori! Come sempre in questa rubrica vi parlo dei film e delle serie tv che mi hanno maggiormente colpito e che sono tratti da libri o semplicemente ne parlano. In questo caso però non si tratta di un libro ma di una storia vera. Non trattandosi di recensioni ma di riflessioni, non ci sono spoiler, quindi potete leggere il post senza paura!


Il film in questione è Ascensione, un film originale Netflix del 2017 diretto da Ludovic Bernard e interpretato da Ahmed Sylla, Alice Belaïdi e Kévin Razy. Il film è liberamente tratto dalla vera storia del giornalista Nadir Dendoune, il primo franco-algerino ad aver raggiunto la vetta del monte Everest.


Scheda tecnica:


Ascensione, la trama

Samy Diakhaté è un giovane disoccupato franco-senegalese, innamorato di Nadia fin dai tempi della scuola. Per strappare un’opportunità con la ragazza dei suoi sogni, le propone di concedergli un’occasione nel caso in cui lui riesca a scalare l’Everest, la celeberrima vetta del mondo. Conscia della difficoltà dell’impresa, Nadia accetta, senza però fare i conti con la tenacia e il sincero amore di Samy, che in men che non si dica racimola una sponsorizzazione, ottiene il necessario per una copertura radiofonica della sua missione e parte alla volta dell’Himalaya.

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Favola moderna

La pericolosità dell’impresa viene spesso messa in secondo piano da un approccio più vicino alla commedia che al dramma. La fotografia è ottima e le situazioni realistiche ma scordatevi le scene di “Everest“, più cupe e catastrofiche. L’obiettivo di Ascensione è infatti quello di dimostrare come la caparbietà e la fiducia possano aiutare a superare anche i più grossi limiti ambientali e fisici, nonostante l’assoluta impreparazione. Si tratta di una pellicola efficace nella sua semplicità, capace di farci volare con simpatia e leggerezza sulle cime innevate dell’Himalaya, ricordandoci dell’importanza di credere in noi stessi e nei nostri sogni.

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