Formule Mortali – François Morlupi | Recensione

Titolo: Formule Mortali

Autore: François Morlupi

Prezzo: 15,00 – Pagine: 320

Casa editrice: Edizioni Croce

Keywords: orrore, omicidio, tensione
Voto: 5/5

 

 

 

 

 

 

 

In una torrida estate romana un passante scopre un cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un’indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.


Guarda la foto su Instagram


Un amante del giallo, noir, e perché no, del thriller, non potrà, alla fine di questo romanzo, non lasciarsi sfuggire un sorriso sornione, di soddisfazione. Sì, proprio così, perché chi apprezza il genere, sarà compiaciuto nel leggere 320 pagine di suspense, tensione psicologica, adrenalina.
La sensazione di morte imminente si respira subito dal primo capoverso, dalla prima pagina, di questa macabra storia.
Una serie di omicidi efferati diffonde il terrore nella Capitale. Vittime senza nessun legame apparente, accumunate soltanto dall’ambiente universitario in cui lavorano. L’unico denominatore comune, la scienza: si tratta infatti di docenti di materie fisiche, matematiche, chimiche.
Chi è il serial killer che turba la quiete della calda estate romana? Si tratta di una sola persona, o i complici sono più di uno? E perché ogni omicidio viene firmato con una formula? I malcapitati vengono uccisi con pratiche di tortura medievali, subendo pene corporee disumane. Perché tutta questa crudeltà?
Il commissario Ansaldi e la sua squadra cercheranno di dare un senso a tutto questo orrore.
François Morlupi ci fa così conoscere ognuno dei suoi personaggi. Ogni carattere è ben definito, e diventa Il Personaggio, con un suo modo di pensare, la sua vita, un suo passato, i suoi problemi. In primo piano naturalmente, il commissario di Monteverde, Biagio Maria Ansaldi. Un uomo sopra le righe: cinquantatre anni, in sovrappeso, vittima di attacchi di panico, ansia ingestibile, insonnia. Un passato che lo perseguita tiene la sua vita in bilico, e lo costringe a far abuso di psicofarmaci. Un uomo interessante, dal fascino latente, un uomo solitario ligio al dovere. Nei momenti di tensione sfoglia cataloghi di opere di Soutine, il suo preferito, che rappresenta la realtà in modo atemporale come tragedia interiore. Come non simpatizzare subito con lui e con le sue insicurezze?
Ad affiancarlo Eugenie Loy, definita dai colleghi “una portatrice sana di disperazione”. Una ragazza perennemente affranta, asociale, triste, ma bravissima nel suo lavoro. Gli altri membri della squadra sono Di Chiara, (che nel tempo libero si divide tra la sua squadra del cuore, la Roma, e i suoi adorati film coreani), Leoncini, (ragazzo di Maputo che vive la movida romana e cita sempre Hitler), e Caldara (padre di due bimbi e marito di Anna). Tutti poliziotti eccellenti, che si troveranno ad affrontare un’indagine che lascerà loro una profonda cicatrice, per sempre.
“Formule mortali” è un thriller psicologico molto interessante, che potrebbe tener testa a Roberto Costantini o Donato Carrisi. Un libro scritto con coerenza, con intrecci e dinamiche studiate con precisione.
Personalmente, spero che il Commissario Ansaldi non si fermi alla sua prima indagine, e seppur con una dose massiccia di Lorazepam, continui a deliziare noi lettori con la sua lotta contro il crimine. Che dire, vi consiglio questo libro? Sarebbe un peccato mortale non leggerlo!!!

François Morlupi (Roma, 1983), italo-francese, lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma. Grande appassionato di gialli in generale e in particolare di quelli scandinavi, di storia contemporanea e di film coreani. Formule Mortali rappresenta il suo esordio letterario, noir ambientato nei luoghi e fra la gente della Roma che frequenta quotidianamente. Un romanzo avvincente che apre una finestra sull’odierna realtà capitolina. 


 

 

Recensione a cura di:

rita calistri
Precedente Mary Poppins returns - Praticamente perfetto sotto ogni aspetto | Tracce di me Successivo Il mondo in bianco e nero - Luigi Cardone | Recensione