Echi da un destino sospeso – Virginia Bernardi | Recensione

Titolo: Echi da un destino sospeso

Autore: Virginia Bernardi

Pagine: 145 – Prezzo: 14,00 euro

Casa editrice: Eretica Edizioni

Keywords: incoscienza giovanile, amicizia, ricordi

Stelle: ☆☆☆☆☆/5


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Romanzo nel romanzo, Echi da un destino sospeso è la storia dell’incontro tra Camilla, giovane scrittrice, e Valerio, un uomo anziano che, dopo aver letto il suo ultimo romanzo, ha deciso di affidare a lei la sua storia, rimasta sepolta nella memoria per anni. In una villetta presa in fitto a Positano, mentre Camilla riprende a scrivere e soprattutto a vivere, Valerio svela le vicissitudini di cui è stato protagonista insieme ai suoi tre amici. Tra il presente moderno e un passato lontano aleggia però il destino che, riprendendo a tessere la trama lasciata in sospeso oltre settant’anni prima, si compirà in un sorprendente finale.

 

 

 


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Valerio Galardi, un uomo sulla settantina, ha una storia da raccontare e decide di affidarla a Camilla. La donna, trentenne, è una scrittrice ma, da circa 3 anni, non ha più alcun tipo di ispirazione. Camilla accetta la proposta di Valerio e i due si incontrano a Napoli per accordarsi sul da farsi.

Valerio, accompagnato dal proprio autista, Daniel, raggiunge Camilla a Positano, in una villetta che lei ha affittato per passarci le vacanze estive. In questa location, soleggiata e profumata di salsedine, Valerio scava nei propri ricordi e racconta alla scrittrice una storia che si sviluppa principalmente a partire dall’anno 1946. In questa storia i protagonisti sono “le tigri ruggenti” una banda di ragazzini di Faro Grande, un paesino sulle coste della Calabria. La banda, di cui Valerio fa parte, è composta da Maddalena, Salvatore e Franco. Una storia di amicizia e di amore sarebbe anche interessante, ma non è solamente di questo che Valerio vuole parlare: un tesoro e una morte creano scompiglio in quel rapporto idilliaco che sembrava dover durare per sempre. Cosa è successo? Lascio che sia la voce di Valerio a guidarvi nei suoi ricordi, come ha fatto con Camilla.

Inebriato dal suo odore di fragole appena colte, non riuscii a resistere: presi in mano una sua ciocca di capelli e me la portai alle labbra. Lei ebbe un fremito, mi allontanò da sé con uno strattone e ci guardammo, soltanto per un attimo, perché i miei occhi furono attratti da altro. Maddalena era inciampata proprio nella valigia.

La scrittrice, tra un incontro e l’altro con il suo nuovo amico, cerca di riprendere possesso della propria serenità, guastata da una relazione finita male e un problema di salute. Fortunatamente non è sola: ha due amiche che cercano di coinvolgerla nelle loro attività; una sorella alla quale tiene molto, che però non vede quanto vorrebbe; e un uomo, conosciuto ad una festa, con il quale approfondisce più che volentieri la conoscenza.

Il narratore è esterno per quanto riguarda i capitoli dedicati a Camilla ed è interno per quanto riguarda quelli dedicati a Valerio. E’ interessante come questo stratagemma riesca a far immedesimare il lettore in entrambi i personaggi. Il linguaggio è ricercato. Il ritmo particolarmente calmo induce il lettore in uno stato di rilassamento che lo accompagna fino agli ultimi capitoli del libro, nonostante in alcune parti la tensione sia palpabile. Quando ogni tassello sembra essere stato posizionat, però, avviene un colpo di scena inaspettato. Il ritmo diviene più serrato, la suspense aumenta e le emozioni si amplificano. Io, sul finale, mi sono commossa e ho capito di aver letto un libro geniale.

Tutto finito, buttato nel cesso: Roberto aveva tirato lo scarico ed era scivolata giù, nelle fogne, nell’unico posto adatto a chi era diventata un’inutile, arida “cosa”; ed era stata lei a permetterglielo perchè, mentre lui la liquidava, era proprio quella l’immagine che lei aveva di sé. Di conseguenza, invece di gridargli in faccia il suo disprezzo, era rimasta bloccata, muta: lei, manipolatrice di parole, in quegli istanti così drammatici, non ne aveva trovate.

Echi da un destino sospeso è avvincente e intimo. Fa riflettere sull’incoscienza giovanile, sull‘amicizia, sull’amore e anche sulla violenza sulle donne. Una lettura poco impegnativa, rapida, ma di un impatto emotivo forte. La caratterizzazione dei personaggi è adeguata al contesto e la narrazione è ricca di dettagli. Apprezzabile anche la contestualizzazione storica e l’accortezza di accennare l’evoluzione che Faro Grande ha compiuto nel corso degli anni.

Ogni volta che concludo una lettura con questo stato d’animo, reputo il libro in questione riuscito. Un libro deve intrattenere, far emozionare, far riflettere. Echi da un destino sospeso lo fa, per questo ve lo consiglio. Non potete assolutamente perdervelo.


Virginia Bernardi è autrice della raccolta di racconti Mosaico (2016) con la quale vince il Premio Internazionale Letteratura. Finalista al Garfagnana in Giallo – Premio Barga, il suo racconto Io ti prenderò! è inserito nell’Antologia Criminale 2017. Echi da un destino sospeso è il suo primo romanzo.


Recensione a cura di:

 

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