Doctor Reset – Dario Neron | Recensione

Titolo: Doctor Reset

Autore: Dario Neron

Casa editrice: Il camaleonte Edizioni

Pagine: 250 – Prezzo: 15,00

Keywords: amore, psicologia, dipendenza


Alcolizzato, divorziato e fuori forma: Frank Doc è uno psichiatra fallito di mezza età che pratica la terapia più rivoluzionaria e illegale del mondo, grazie a cui riesce a cancellare i singoli ricordi dei suoi pazienti o addirittura la memoria intera.Prigioniero dei suoi vizi, nella sua pateticità di perfetto antieroe, si ritrova sempre nelle situazioni più disastrose e comiche. Risse con impiegati di Fast-food ed eleganti banchieri, inseguimenti, sparatorie e grandi pensate con l’amica prostituta.Finché nella sua esistenza da relitto sociale si presenta, per dimenticare l’amore che non riesce a smettere di provare, la giovane e attraente inquilina del ventisettesimo piano: Francesca. Doc lascia intravedere così il lato sensibile e fragile di un uomo che è stato capace anche lui di amare per davvero.In un crescendo di paralleli fra il suo destino, quello di Francesca e dei folli personaggi che gli ruotano intorno, il lettore viene trasportato per le strade di una città buia e congelata in un inverno post-apocalittico, attraverso grotteschi colpi di scena che preparano lo schianto finale..


Doctor Reset è un personaggio molto particolare. Un cinquantenne fallito, divorziato, che vive in uno studio sporco, buio e freddo. Non ha fiducia nell’umanità e, a dirla tutta, neanche in se stesso. Passa le sue giornate da solo in quei pochi metri quadri, facendo rimbalzare la pallina da tennis sulle pareti, assorbendo alcol e ingurgitando, preferibilmente, gamberetti fritti. Nel frattempo spera che qualche povero cuore spezzato bussi alla sua porta (o meglio, suoni il campanello) per cancellare la fonte del proprio dolore, in modo che possa guadagnare qualche spicciolo per i suoi vizi. Doc è un resettaro. Doc cancella i ricordi. Doc droga il paziente e, con le sue abilità di psichiatra fallito, lo fa parlare e gli isola i ricordi che vuole cancellare per poi premere definitivamente il pulsante “Reset” e farli scomparire per sempre.

Non era più la mia città, era solo un posto, un luogo geograficamente localizzabile. Solo un sistema che adempie a uno scopo prettamente funzionale. Con i suoi servizi e le sue infrastrutture. Cantieri, passaggi, strade, ponti, gallerie, marciapiedi, edifici, periferie. Un posto così non lo possiamo definire nostro. E’ un luogo troppo grande. Un paesaggio senza spettatori, fermo nella sua esistenza di grigia massa in un mondo scuro, lontano chilometri da qualsiasi affinità familiare. Eretto all’unico scopo di compiere la sua funzione: il palcoscenico di milioni di vite che corrono sotto riflettori spenti.

Questo è quello che accade con Francesca, una ragazza che abita nello stesso stabile in cui Doc ha lo studio, qualche piano più in alto. Francesca vuole dimenticare il fidanzato che l’ha tradita. Si affida a Frank dopo qualche tentennamento, perchè non è sicura di voler cancellare completamente tutti i ricordi che riguardano Alex e, di conseguenza, di cancellare Lui. La terapia iniza, Doc prepara le dosi e la fa parlare. Francesca, in trans, ripercorre tutto: la voce del fidanzato, le sue risate, le scene di vita insieme, e offre a Frank la possibilità di iniziare ad archiviare quei ricordi.

Con lui forse non era sempre il paradiso; ma senza di lui sicuramente è l’inferno.

Tra una seduta e l’altra Frank vaga per la città, alla ricerca di alcol e cibo, possibilmente economici, se non addirittura gratis. Volano insulti, che a volte si tramutano in risse. Ma per Doc questa è la normalità e come dice spesso tra un flusso di coscienza e l’altro… “Sono Doc e la mia vita è nel cesso. Ma non ho ancora tirato lo sciacquone”

Sul palcoscenico di questa “commedia drammatica” compaiono diversi personaggi, caratterizzati quanto basta per renderli interessanti e misteriosi: l’amica prostituta di Frank, Stacy; l’ex moglie, Alessandra; e altre comparse ambigue ed affiscinanti.

Nella prima metà del libro è abbastanza impegnativo seguire i pensieri di Frank, a meno che, come me, non abbiate una visione più o meno pessimistica del mondo e della società. Il ritmo è piuttosto lento, giustificato logicamente dalla noia delle giornate del protagonista, ma più la terapia di Francesca entra nel vivo più il ritmo diviene incalzante e l’azione irrompe tra le pagine.

Non riusciamo a dimenticare l’amore, Francesca. A dimenticare questo sentimento profondo e unico che abbiamo provato a lungo per una sola persona. Questo sentimento che abbiamo sempre cercato. Non possiamo dimenticarci di chi abbiamo amato e di come abbiamo amato questa persona. E’ il dolore di dover vivere con il cuore spezzato, che ci rende umani, Francesca. Il destino di ogni uomo e di ogni donna che ha avuto il coraggio, la fortuna, o forse la debolezza di aprirsi e lasciarsi cadere in questo gran capriccio che è l’amore.

Doctor Reset è un libro molto interessante che offre al lettore alcuni spunti di riflessione. Il linguaggio dell’autore passa dall’essere ricercato ad elementare, in base alle vicende, sopratutto nelle scene erotiche che, se pur sporadiche, vengono analizzate dettagliatamente. Una lettura che seminerà in voi incertezze, dubbi, conferme per poi mostrarvi il frutto solo alla fine, con il colpo di scena in cui tutto sarà chiaro, nonostante il Buio.

Dario Neron (nome d’arte di Dario Cecchettin) nasce alla fine del Dicembre del 1987, a Locarno nella Svizzera italofona. Figlio di genitori operai, cresce insieme ai fratelli nella città natale, dove trascorre l’adolescenza prima di spostarsi nella Svizzera tedesca per studiare architettura del paesaggio. All’età di ventidue anni, Neron scopre la passione per la scrittura, un canale di sfogo per lui necessario e ricercato, che gli permetterà di produrre dapprima brevi racconti e qualche poesia. Terminati gli studi, si ferma nelle vicinanze di Zurigo per motivi di lavoro e prosegue con la scrittura in italiano e in tedesco, essendo bilingue. Una costanza che gli permette di completare la stesura di Doctor Reset, il suo primo romanzo attraverso cui decide di partecipare alla XV edizione del Premio InediTO – Colline di Torino nel 2016, vincendo la sezione Narrativa-Romanzo che gli permette, grazie al contributo del primo premio, di pubblicare l’opera nel giugno 2017 con la casa editrice Il Camaleonte Edizioni collegata al concorso.


Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia del libro.

 

 

Precedente Come quando eravamo bambini (e giocavamo a rincorrerci) - Guido De Rossi | Recensione Successivo Book Haul - Settembre 2017