Come nasce la magia 1817 – Alessandro Perri | Recensione

Titolo: Come nasce la magia 1817

Autore: Alessandro Perri

Prezzo: 16,00 – Pagine: 252

Casa editrice: Affinità elettive edizioni

Keywords: magia, mistero, sopruso
Voto: 5/5

1817. Ci troviamo in una città italiana, ma l’Italia ancora non s’è fatta. Ferdinando è un semplice sguattero, ha diciassette anni ed è sempre stato convinto d’essere un estraneo nella propria realtà. La sua vita procede tra spazi ristretti e poche situazioni: le lotte con le galline a cui deve badare, l’amore per la scienza che gli è concesso coltivare presso il convento di San Domenico e le angherie inflitte dal “vecchio pipistrello”, ovvero il Rettore del collegio che ha sede presso l’istituto religioso.

Quel contesto semplice, fatto di convenzioni sociali, privilegi e palesi ingiustizie, non fa proprio per lui. Vorrebbe affermarsi, avere la libertà di scegliere il proprio destino, essere promotore d’un cambiamento. Ecco, quello che non immagina è che il mondo, così come lo vede e come lo ha sempre vissuto, in realtà nasconde una complessità che lo travolgerà e lo impegnerà. Quando il cambiamento arriverà davvero, dunque, sarà faticoso gestirlo, accompagnarlo, domarlo e, soprattutto, comprenderlo.


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Ferdinando è un giovane orfano di appena 17 anni, ospite nel convento di San Domenico, in cui fa dei lavoretti da sguattero per pagarsi vitto e alloggio. Il Rettore del Collegio, che ha sede presso l’istituto religioso, gli ha concesso di assistere alle lezioni, ma solo come spettatore. Nonostante Ferdinando sia il più portato, ed il più brillante della sua classe, alla fine del suo percorso non riceverà nessun titolo di studio. Così ha deciso il Rettore, o come lo chiama Ferdinando, “il Vecchio Pipistrello“,il suo eterno aguzzino.

Già dalla prima pagina siamo teletrasportati in un’altra epoca, un altro tempo. Si sente l’odore delle spezie o del balsamo alla lavanda della bottega di Bebba, o il profumo della cucina di Anna. Siamo infatti nel 1817. Un periodo storico segnato da ingiustizie, privilegi, soprusi, ma anche dalla nascita di nuovi ideali. Vediamo Ferdinando muoversi per le vie del paese, tra i corridori del convento o tra le aule del collegio, indossando sempre un sacco di juta che gli copre testa e volto, facendoli a volte mancare l’aria, e inducendogli attacchi di panico.
“Non ricordava il proprio volto, né ricordava come avesse reagito, nell’immediato, alla folle punizione che gli era stata imposta. Ciò che ricordava, però, era un senso di vergogna. Quando doveva muoversi per la città percepiva lo sguardo dei passanti, immaginava che qualcuno lo giudicasse, che altri lo compatissero e che i più scaramantici addirittura lo temessero.”
Ferdinando indossa questa terribile maschera da ben sette anni, a causa di una punizione inflittagli dal Vecchio Pipistrello. Ma le cose stanno per cambiare, ha quasi scontato la sua pena, o così credeva…
“Forse la vita non era poi così semplice da controllare:ogni volta che cercava di direzionarla accadeva qualcosa”. 
La storia tiene alta l’attenzione. Da un capitolo all’altro la trama si snoda senza note stonate, con piccoli salti temporali che non penalizzano affatto il racconto, anzi, lo rendono ancora più piacevole e misterioso. Siamo in un’epoca in cui la religione penalizza la magia e le arti mediche. Un periodo in cui definire una persona “untore vuol dire segnarne la rovina. Ferdinando è un ragazzo come tanti che si ritrova a dover sciogliere un enigma, a dover custodire dei segreti, e a dover cambiare prospettiva per dare un senso ad eventi inspiegabili (Come può, un libro con tutte le pagine bianche, scriversi all’improvviso e fornire rimedi medici di un’altra epoca, anticipando il futuro??) L’arcano e la magia aleggiano in tutta la storia, facendoci sorridere ma anche riflettere. Ferdinando non sopporta le ingiustizie e vorrebbe metter fine ai soprusi.
“Credo nei valori rivoluzionari, mi piace l’idea di una società nuova in cui ognuno si gioca la proprie possibilità alla pari di chiunque altro, una società in cui il valore della persona non dipende dalla famiglia in cui è nato. L’Italia per me è questo:un’opportunità. La sogno, la anelo, la bramo. “
Un tema sempre attuale, pieno di spunti di riflessione. Una bellissima avventura, molto originale, a tratti divertente, e sicuramente molto piacevole. Un libro con una copertina fantastica, che merita assolutamente di essere letto! Un libro che dalla prima pagina vi farà viaggiare nel tempo.

Alessandro Perri. È nato a Macerata nel 1987. Medico, specializzando in Pediatria a Roma. È più corposo il curriculum scientifico che quello letterario, a dire il vero. Degna di nota la lunga presenza nel mondo scoutistico, fonte di esperienze formative uniche. Una mente contaminata dall’amore per la storia, la tecnica e la letteratura; un pensiero volto all’azione nella necessità di far quadrare dovere, passione, piacere. Per l’autore la scrittura è sempre stata una costante: gioco, svago e anche necessità. I racconti, atti a “svuotar” la testa, sono progressivamente diventati storie dall’intreccio complesso e poi romanzi, il primo a sedici anni di età. Adesso, con un po’ di coraggio, un passo nuovo: l’apertura agli altri con il proprio esordio.


Recensione a cura di:

rita calistri
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