Celtic, il prequel – D.J.Highlanders | Recensione

celtic recensione

Titolo: Celtic, il prequel – prima parte

Autore: D.J.Highlanders

Pagine: 120 – Prezzo: € 4,23 (ebook) – € 9,26

Casa editrice:

Keywords: fantasy, Celti, mistero

Votazione: 5/5


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Celtic, Il Prequel – Vol.1’ è la prima di tre raccolte di racconti che ci introducono gradualmente al mondo di Celtic.

In questo volume ci vengono presentati alcuni dei personaggi che incontreremo nel lungo cammino in compagnia dello scrittore D.J.Highlanders, cittadino del mondo e celtico per vocazione, che attraverso la sua opera cerca di risvegliare il pubblico ad una way of life più sostenibile e aperta alle differenze culturali, religiose, sociali che permeano il mondo moderno.

 

 

 


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Questi racconti, come ci accenna l’autore nel breve prologo, vogliono iniziare il lettore al mondo di Celtic, al solo scopo di fargli gustare appieno quest’avventura.

Siamo nel Nord Irlanda, Donegal per la precisione. Tutte le vicende, gli episodi narrati, sembrano ruotare intorno al Villaggio: un tesoro culturale che non viene accettato dai più, denigrato e screditato dai molti. Ciò che conta, per gli abitanti del Villaggio, è non perdere l’essenza dell’essere Celti, “vivere e lasciar vivere, essere liberi di essere senza impedire agli altri di vivere come meglio credono“. Tutto è in armonia con la natura, perché “la Terra é un essere vivente, come noi“. Fulcro del Villaggio è una Biblioteca strabiliante, gigantesca, che ospita una collezione immensa di libri di tutti i tempi, antichi, millenari, che custodiscono la memoria del popolo celtico.

In ogni epoca, seguire un’ideologia, un modo di essere, non è mai a senso unico. Ad osteggiare il Villaggio non ci saranno solo quelli che si considerano “diversi, migliori”, ma gli stessi Celti che si definiscono Skulls, stanziati per lo più a York, più rigidi nella loro visione dell’essere celtico.
Ma non vorrei sviare il lettore.

Questi racconti sono principalmente avventure, che hanno molto di magico. Primi fra tutti gli animaletti che fanno capolino nei vari episodi: il brucoratto, il talpafalco, il ghiropippo, l’istrigatto: semplicemente meravigliosi! Abbiamo anche una foresta stregata, con i suoi guardiani, Arkon e Breton.

Molti i personaggi che si affacciano nella storia: James O’Dael, giornalista dell’Irish Time; Mr Antony Corrige, attratto da questa realtà, senza sapere realmente il perché; Il Gran Sacerdote e la Gran Sacerdotessa dell’Olmo; Charlie, musicista dei Saor, gruppo scozzese di Edimburgo; Kristian, ragazzino bulgaro che stima il senso d’identità di questa comunità; e molti altri ancora. Ad Adele verrà dedicato un intero racconto, che si rivela un monologo, uno spaccato di vita reale. Questo mi ha molto colpito di Celtic: i continui rimandi e le associazioni tra fantasia e realtà, attualità e finzione.

Ci sono tutti gli ingredienti di un buon libro: le descrizioni sono puntuali e dettagliate, ogni personaggio ha un suo ruolo e tutto pare collegato. Il denominatore comune di ogni racconto e personaggio è naturalmente il Villaggio.

Un alone di mistero affiora continuamente durante la lettura. C’è molto da scoprire. Dire che sembra di leggere un episodio di una serie televisiva secondo me è riduttivo. Celtic é molto di più. Una storia che ti appassiona, ti incuriosisce, e che non ti fa altro che desiderare di leggere i capitoli successivi per conoscere ancora di più i personaggi, il mondo di Celtic, e ciò che si cela dietro di esso.


Mistero sulla vera identità di questo scrittore o scrittrice. Non si sa da dove viene, non si conosce l’età, nulla sulle origini e nulla sul presente. Questa è la prima opera letteraria pubblicata in Italia. Il suo arrivo, nel mondo letterario è accompagnato dalla sua prima opera musicale, dedicata proprio al libro che ha pubblicato: Celtic, the prequel Theme, di cui ne è autore assieme a due compositori di fama internazionale. E’ presente sui social, sia con il profilo istituzionale del libro, sia con il profilo personale da dove ci scrive, sempre in giro per il mondo.“Non importa chi sono, da dove vengo, o che volto abbia. E’ molto importante invece se ciò che scrivo lascia nel tuo cuore un’emozione, qualcosa che ti rimane dentro, che ti aiuti a riflettere, che ti faccia amare di più il mondo che ti circonda…”. E’ l’unica cosa che devi sapere di me.


Recensione a cura di:

rita calistri
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