Buio a Grinville – Sergio Pavoloni | Recensione

buio a grinville

Titolo: Buio a Grinville

Autore: Sergio Pavoloni

Pagine: 359 – Prezzo: 16 euro

Casa editrice: Bookabook

Keywords: indagini, omicidio, bene/male


buio a grinvilleA Grinville è calato il buio. La morte improvvisa di un ragazzo nella tranquilla cittadina sul lago è destinata a cambiarne radicalmente la storia. Dieci anni dopo sarà un dettaglio in una fotografia scattata durante una giornata di sole a far riportare alla mente di Susanne Lay quel tragico e irrisolto delitto: una figura maschile che solamente lei avrebbe potuto notare, un particolare che solo lei avrebbe potuto riconoscere.
Le indagini porteranno Susanne e i suoi più cari amici a scontrarsi con la polizia, con i cittadini di Grinville e con una realtà che, loro malgrado, dovranno mettere in discussione.


Nel 1998, Thomas Willing – fidanzato di Susanne Lay –  muore assassinato in una camera di una villa in cui era in corso una festa con altri ragazzi. Nel 2008, dopo alcuni strani avvenimenti, le indagini vengono riaperte ma Susanne, diventata parte della squadra investigativa, non può parteciparvi a causa del suo coinvolgimento. La donna però non si arrende. Prosegue le indagini per conto suo facendosi aiutare dai suoi due migliori amici: Kras e Margaret.

Alle volte si preferisce il rumore al silenzio. Le voci degli altri coprono quelle dei nostri pensieri.

Le ricerche partiranno dal primo indiziato, che la polizia non è mai riuscita ad incastrare, Gary Ferreira, per poi diramarsi in interrogatori a persone che hanno sempre ritenuto quest’ultimo innocente. Nel frattempo a Susanne verranno recapitate lettere anonime che la inviteranno a non proseguire nelle indagini. Cosa che, ovviamente, non farà.

Era un luogo che rappresentava l’abbandono e in quadro più ampio la natura umana. Non si tende a migliorare, curare, aggiustare. Il mondo moderno ci ha convinti che la soluzione più semplice sia sostituire, non prestando la minima attenzione alla storia che ha accompagnato ci di cui ci stiamo sbarazzando. Come se non ci fossero legami, come se di punto in bianco ci si dimenticasse del passato per vivere solo del presente.

Il narratore esterno guida il lettore per le vie di Grinville descrivendo il punto di vista dei vari protagonisti. Alcuni capitoli, scritti in corsivo, raccontano invece di Lenny, un bambino che vive con il padre, in condizioni molto particolari. Indizi, suspense e colpi di scena non mancano e donano corposità ad una storia misteriosa e avvincente. I personaggi sono ben caratterizzati e l’ambientazione, cupa e ben descritta, facilita l’immaginazione del lettore.

“Il male attrae l’uomo da sempre. È una nostra debolezza e non possiamo farci nulla. Fa parte di noi, è nella nostra natura. Tutti abbiamo un lato oscuro che respingiamo e temiamo, ma allo stesso tempo ci incuriosisce, vorremmo conoscerlo, saperne di più.”

Buio a Grinville è un thriller che soddisfa le aspettative. Sa coinvolgere e soprattutto fa riflettere sulla coesistenza tra bene e male e sul ruolo della Chiesa; piccola parentesi, questa, che non monopolizza la narrazione ma ne guida le redini, proprio come nella realtà.


Sergio Pavoloni. Roma, Australia e ancora Roma. In mezzo una laurea in International Management e un’esperienza in un’agenzia dell’ONU. “Buio a Grinville” è il romanzo di esordio per uno scrittore giovanissimo, ma già noto al pubblico di Facebook, dove pubblica da tempo i suoi racconti.



Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia del libro.

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