Book Haul – Marzo 2017

Buon sabato lettori! In questo mese ho ricevuto tantissimi libri grazie alle case editrici e agli autori che gentilmente mi hanno inviato alcune copie; vediamoli nel dettaglio!

Brevi, brevissimi, praticamente inesistenti – Stefano Reggiani

Dieci brevi, brevissime, praticamente inesistenti storie che raccontano di uomini e di donne prigionieri della propria solitudine, imbrigliati in una dimensione quasi magica. Un barbiere che dipinge quadri i cui personaggi prendono vita di notte, un vecchio cacciatore deciso a catturare l’assassino del proprio cane, una donnona ingenua e credulona vittima degli scherzi dei ragazzini, una donna bellissima sogno erotico degli adolescenti del paese, due contadini che, per far passare la notte insonni a irrigare il vigneto, trovano un divertente stratagemma. Poi l’attenzione dell’autore si sposta e come un cambio scena si concentra sull’attualità andando a indagare i problemi e le ipocrisie moderne. Un uomo talmente sincronizzato nelle sue abitudini da non accorgersi del proprio non vivere, un artista cieco che con i suoi disegni prevede il futuro, un episodio di razzismo che passa quasi inosservato, un’anziana e testarda signora che lascia la propria eredità a un cane, un imprenditore costretto a districarsi con acrobazie inimmaginabili per tutelare se stesso e le persone che lavorano per lui costretto alla fine ad arrendersi. La resa è, in un certo senso, l’atteggiamento comune di tutti i protagonisti originali e solitari che popolano il mondo e le pagine di questo libro. Reggiani, alla sua prima prova narrativa, grazie anche a uno stile lieve e ironico, fa riflettere e convince. (RECENSIONE)

La locanda degli amori diversi – Ito Ogawa

In piedi sulla banchina del treno, Chiyoko se ne sta immobile, incapace di muovere il passo decisivo che la separa dai binari. Non ha nemmeno vent’anni, indosso la divisa da liceale e sul viso l’aria apatica di chi non ha ormai alcun rimpianto. A Izumi, trentacinquenne separata che ogni sera alla stessa ora rientra dal suo lavoro part-time, basta uno sguardo per comprendere quali siano le intenzioni di quella ragazza dagli occhi limpidi come quelli di un cerbiatto. La afferra per un braccio e, con un gesto disinvolto, la tira verso di sé, salvandole la vita. Per Izumi, Chiyoko è solo un’estranea, eppure le viene spontaneo invitarla a cena nella propria casa e ri-velarle gli aspetti più intimi della propria vita, come il fatto che il marito l’abbia lasciata sei mesi prima e lei ora viva sola con il figlio Sōsuke di sei anni. Un’oscura, inspiegabile attrazione la spinge, infatti, a desiderare la compagnia della ragazza. Quando perciò Chiyoko le confessa di essere stata ripudiata dai genitori a causa della propria omosessua-lità e di voler fuggire, andarsene per sempre e raggiungere il posto che ha la fama di possedere il cielo e le stelle più belli di tutto il Giappone, Izumi, dapprima terrorizzata dalla prospettiva della fuga con una giovane donna, inizia a considerare affascinante l’idea di un posto nuovo dove poter ritrovare se stessa, le sue idee, la sua libertà. Con i soldi del divorzio acquista un vecchio pulmino Volkswagen, ci infila dentro il minimo in-dispensabile e lascia la città insieme a Chiyoko e Sōsuke, dirigendosi in un piccolo villaggio sperduto tra le montagne. Qui le due donne si occupano di rimettere in sesto una casa in rovina trasformandola in una lo-canda, sulla cui facciata appendono una bandiera arcobaleno che garrisce al vento. In breve la «Locanda Arcobaleno» diventa un accogliente punto di ritrovo per viaggiatori, dove le proprietarie non si limitano a offrire ristoro alle fatiche del viaggio, ma anche, e soprattutto, alle ferite dell’anima. Il destino, però, ha approntato per Chiyoko e Izumi una prova ancora più ardua della loro fuga, la più grande sfida che la vita riserva alla forza stessa dell’amore. (RECENSIONE)

Un figlio – Alejandro Palomas

Guille non ha niente in comune con i suoi compagni di quarta elementare: è taciturno, non ama il calcio e ha sempre la testa tra le nuvole. Sarà perché non si è ancora ambientato nella nuova scuola, dice suo padre, Manuel Antúnez, quando la maestra Sonia lo convoca d’urgenza in aula docenti. Sonia, però, scuote la testa. Quella mattina, prima dell’intervallo, ha chiesto agli alunni che cosa avrebbero voluto fare da grandi. C’è chi ha risposto il veterinario, chi Beyoncé, chi ancora l’astronauta, Rafael Nadal o la vincitrice di The Voice. Guille ha risposto… Mary Poppins. E ha anche motivato la sua scelta: vuole essere Mary Poppins perché è una signora simpatica che sa volare, ama gli animali e, quando non lavora, può nuotare nel mare insieme ai pesci e ai polipi. Sonia consiglia a Manuel di affiancare al bambino una psicologa scolastica che lo aiuti ad aprirsi con i compagni e a non rifugiarsi in un mondo immaginario e strampalato, e il padre si dice d’accordo. Nessuno dei due adulti ha, però, intuito il vero motivo della risposta di Guille. Avere i poteri magici di Mary Poppins significa per il bambino risolvere d’incanto tutti i suoi problemi. Gli basterebbe, infatti, cantare Supercalifragilistichespiralidoso e sua madre tornerebbe a casa, suo padre smetterebbe di passare le sere a piangere e la sua amica Nazia non sarebbe costretta ad andare in Pakistan a sposare un signore anziano che neppure conosce… Guille è stufo che tutto il mondo continui a ripetergli che è soltanto un bambino e che i bambini non possono capire certe cose. Lui, invece, le capisce benissimo. Sa perfettamente che suo padre lo mette a letto e poi va a rimestare in una vecchia scatola nascosta sull’ultimo ripiano dell’armadio. Sa, soprattutto, che è un vero mistero che sua madre sia andata a lavorare a Dubai come hostess di volo e non sia ancora tornata…

Il giardino degli dèi – Gerald Durrell

C’è un momento che ha cambiato per sempre la vita dello zoologo e scrittore Gerald Durrell. È il giorno in cui, nel 1935, sua madre comunica a lui, ai fratelli Lawrence e Leslie e alla sorella Margo che si trasferiranno sull’isola greca di Corfu. All’epoca Gerald ha solo dieci anni. Ma appena capisce che potrà sguazzare tra acque turchesi e rigogliose di pesci, correre dietro a farfalle dai mille colori e affondare i denti in “pannocchie di granturco lunghe un braccio” e “cocomeri dalla polpa croccante e fresca come neve rosata”, pensa di essere arrivato in paradiso. Finalmente può dare libero sfogo al suo precocissimo spirito d’osservazione e alla sua immensa passione per il mondo naturale. Al piccolo Gerry, infatti, non interessa soltanto divertirsi scorrazzando tra verdi vallate o scalando a mani nude le montagne più brulle. Lui vuole vedere, toccare e studiare quanti più animali possibili. Ogni mattina, perciò, carica retini, trappole e gazzose sul dorso del suo fidato asino Sally e parte all’avventura. Dopo pochi mesi dal suo arrivo sull’isola, ha già collezionato una taccola disappetente, un topolino di nome Esmeralda (come la protagonista di Notre-Dame de Paris di cui è innamorato) e un assortimento di uccelli da preda che farebbe invidia al museo di storia naturale più fornito.

L’altro figlio – Sharon Guskin

Janie, architetto newyorkese, è una madre single che vive per il piccolo Noah, nato da una notte di passione consumata su una spiaggia di Trinidad con un perfetto sconosciuto.
A quattro anni, Noah mostra di conoscere cose di cui nessuno gli ha mai parlato. Un bambino prodigio, e tuttavia un bambino con oscuri comportamenti che sgomentano la madre. Janie non riesce quasi mai a lavargli le mani, poiché Noah è talmente terrorizzato dall’acqua da incorrere in vere e proprie crisi d’asma. Spesso poi fa brutti sogni, incubi da cui si sveglia di soprassalto con gli occhi vitrei, chiedendo di poter tornare nella sua «vera casa», di riabbracciare la sua «vera madre». Il giorno in cui viene convocata dalla preside della scuola materna, allarmata dal fatto che Noah abbia rivelato alla sua insegnante di essere rimasto con la testa sott’acqua talmente a lungo da aver «perso i sensi» – un’espressione assai inconsueta per un bambino di quattro anni – Janie crolla e comprende che, per garantire al figlio una qualche prospettiva di vita normale, non le resta che sottoporlo a una perizia psichiatrica. L’esistenza dello psichiatra Jerome Anderson, invece, è da tempo priva di prospettive. Dopo la morte della moglie e la terribile diagnosi di afasia primaria progressiva, un tipo di demenza degenerativa che colpisce le aree del linguaggio, il medico ha deciso di abbandonare per sempre le proprie, infruttuose, ricerche sulla vita dopo la morte. Quando però Janie e Noah si presentano, disperati, al suo cospetto, comprende che il destino ha voluto riservargli un’ultima, irripetibile occasione.
Con una prosa chiara, suggestiva e intima, e dei personaggi ricchi di vita e di sentimento, Sharon Guskin ci racconta una storia caratterizzata da numerosi colpi di scena e con un finale sorprendente.

Zucchero filato volante – Fernando Camilleri

Felice ha undici anni e un sogno: vuole diventare astronauta a ogni costo. Quasi sempre, però, i sognatori trovano degli ostacoli durante il loro cammino e quando Felice si imbatterà in un magico e bizzarro personaggio, sarà costretto a dover prendere la decisione più importante della propria vita. Attorno all’avventura del giovane undicenne, storia centrale del romanzo, orbitano le vicende di altre persone afflitte da problemi “terrestri”, in una coinvolgente spirale di mistero e suspense, nella quale la fantascienza si mescola con la drammaticità della vita. Nella minuta mano sinistra, dita tozze e robuste stringevano il flauto. «Cosa stavi suonando?» chiese il giovane, simulando un tono amichevole. Il nano non rispose alla domanda. Felice realizzò che non era stata una buona idea quella di spingersi fin lì. Si guardò attorno e vide che non c’era alcun vialetto per giungere in quel punto del bosco, né tantomeno per fuggirne via. (RECENSIONE)

La voce che non conosci – Marianna Iannarone

«Non dimenticare chi sei, da dove vieni, quello che eri, conosci anche la persona che sei oggi, cosa hai fatto per diventare ciò che sei, e considera quello che ora hai e non lasciartelo sfuggire. Il prezzo della libertà e della felicità è sempre alto».Una storia d’amore tormentata quella fra Angelica e Diego, due ragazzi irresponsabili che vivono di espedienti. La tossicodipendenza, la trasgressione, l’abbandono di un figlio, la criminalità, uno status sociale, l’abitudine, la fragilità, la violenza, l’accoglienza, un processo penale, il conflitto genitori e figli, l’illegalità, l’adolescenza e le cattive compagnie, tessono il destino di molte altre persone, legate in qualche modo ai due amanti. La voce che non conosci è quella di chi ami.

 

Le cose che ancora non sai – Maricla Pannocchia

Allyson e Coleen hanno sedici anni e, nonostante siano compagne di scuola, di rado si rivolgono la parola. Le loro vite cambiano, quando Coleen si ammala di leucemia e Allyson si offre di portarle i compiti in ospedale. Quello sarà il primo passo per la nascita di una delicata, importante amicizia. Nella vita delle ragazze entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo, ma entrambe riescono a trovare quel coraggio che non credevano di avere. Il coraggio per continuare a ridere, a lottare e a vivere appieno ogni singolo secondo. Per trovare la forza di essere loro stesse e di guardare sempre avanti, nonostante le difficoltà.

 

Garofani di metallo – Kati Galli

La speranza di Ricardo di poter tornare subito nel mondo dei vivi si spense quando il cellulare dove sedeva vicino a due poliziotti si lasciò i colli di Lisbona alle spalle e puntò verso il mare. Inutile chiedere la destinazione: l’avrebbe scoperta da sé una volta arrivato. Avrebbe mai ritrovato la strada di casa? Non era mai stato nel villaggio di Peniche, figuriamoci se poteva riconoscere la fortezza cinquecentesca che sovrasta il promontorio. Le mura massicce con le torri di vedetta che dominano la costa erano state concepite per contrastare i pericoli provenienti dal mare, non per mortificare e piegare cittadini che criminali non erano, ma Salazar aveva trasformato la roccaforte in una piccola Bastiglia portoghese per prigionieri politici.

 

 

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