Autobus – Davide Rondoni | Recensione

recensione autobus davide rondoni

“Recensioni di autori contemporanei emergenti e vincitori di concorsi”


AUTOBUS – Davide Rondoni

L’autobus è come il mondo.
Non sai mai chi sale o chi scende
chi ti trovi accanto, se ti saluta
contento o tutto scocciato…
 
A volte è faticoso trovare un posto adeguato,
è bello cederlo a chi dal bisogno è segnato.
 
Se non hai nel cuore il senso d’avventura
ogni viaggio è una noia o può fare paura.
Ma se hai gli amici giusti vicino
in autobus arriveresti fino a Pechino…


È un principio per assurdo, ma la poetica di Davide Rondoni non par prendere tanto le distanze dal classicismo, si affaccia, infatti, alla semi centralità umana: colonna dei versi di “Autobus”. Le sensazioni, mescolate con i paradigmi della rappresentazione di una quotidianità oraziana, catturano gli elementi dell’ “Ars Poetica”, formulata esclusivamente attraverso una prospettiva stilistica. La vita della polis in Orazio si risolve in un grande palcoscenico scisso tra due metà, che vede il singolo smarrito e allo stesso tempo parte di un contesto. Il poeta si fa interprete dei limiti dettati da un viaggio, in relazione all’esperienza, più che al raggiungimento di una meta in particolare. Un Universo percettivo definisce i canoni del mondo classificato nei termini di invivibile. Così, Rondoni alla Orazio maniera scandisce i ritmi della società con la soddisfazione del passeggero “contento o scocciato”. Un accostamento al poeta latino potrebbe avere la parvenza di una macchia di colore; ma le sintesi teoriche naturali, gli scopi e gli strumenti della poesia ne rimarcano il ruolo.
“Se ti accontenti di un divano di Archia per sedere a tavola insieme e non ti spiace cenare in piatti di coccio con delle verdure, verso il tramonto, Torquato ti aspetto a casa”.
Vicende vissute con tutta la bonarietà dello stare insieme in comunione con “gli amici giusti”.


A cura di:

Precedente Le conchiglie - Renato Minore | Recensione Successivo Novità in libreria - Maggio 2017