Arma infero – Fabio Carta | Recensione

 

Titolo: Arma infero – Il mastro di forgia

Autore: Fabio Carta

Prezzo: 1.99

Casa editrice: Inspired Digital Publishing

Keywords: fantascienza, guerra, epopea
Voto: 5/5

Su Muareb, un remoto pianeta anticamente colonizzato dall’uomo, langue una civiltà che piange sulle ceneri e le macerie di un devastante conflitto. Tra le rovine v’è Karan, vecchio e malato, che narra in prima persona della sua gioventù, della sua amicizia con colui che fu condottiero, martire e spietato boia in quella guerra apocalittica. Costui è Lakon. Emerso misteriosamente da un passato mitico e distorto, piomba dal cielo, alieno ed estraneo, sulle terre della Falange, il brutale popolo che lo accoglie e che lo forgia prima come schiavo, poi servo e tecnico di guerra, ossia “Mastro di Forgia”, ed infine guerriero, cavaliere di zodion, gli arcani veicoli viventi delle milizie coloniali. Ed è subito guerra, giacché l’ascesa di Lakon è il segno premonitore di quel grande conflitto i cui eventi lui è destinato a cavalcare, verso l’inevitabile distruzione che su tutto incombe.


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La storia

“Arma Infero”, ad oggi, è una storia composta da tre capitoli, che ha inizio con “Il Mastro di Forgia”,ed a seguire con “I Cieli di Muareb” ed “Il Risveglio del Pagan”.
“Il Mastro di Forgia” ha quindi l’onere e l’onore di introdurre noi lettori in questa saga. Il racconto ha inizio in uno scenario apocalittico, postbellico, in cui Muareb ci viene presentato come un paese ormai morente. Ad attirare l’attenzione del lettore sarà la voce di un predicatore fanatico, che cerca di attrarre a sé eletti dal sangue puro. Il fine ultimo: un pellegrinaggio ai piedi del Redentore, del Messia. Un vecchio questuante si tiene in disparte, e attira le ire dei presenti, che non lo ritengono all’altezza di essere lì.
Facciamo così la conoscenza di Karan, la voce narrante di questo primo capitolo. Un personaggio dalla grande forza d’animo, complesso, che nonostante l’età ha un ricordo vivido del passato. Karan, chiamato in causa, inizia a raccontare la sua storia a noi, ed al pubblico di pellegrini, riscattandosi il rispetto dei presenti. Sì, perché Karan ha conosciuto in prima persona il Sommo Martire. Ha salvato Lakon, il Messia, quando era stato fatto prigioniero, ritenuto una spia, ed un nemico alieno. Lakon, un personaggio controverso, che ha salvato il pianeta, ma lo ha anche portato alla sua stessa distruzione. Karan ne narra le gesta lasciando al lettore, pur senza un’apparente intenzione, una sorta di diffidenza nei suoi confronti.

L’opinione

Come avrete già intuito, “Il Maestro di Forgia” è un romanzo di fantascienza completo, ricco. L’ambientazione è molto credibile e Fabio Carta ci fa conoscere i fatti attraverso la stessa storia di Muareb. Le pagine non sono poche ma non affaticano il lettore. Ci ritroviamo in un mondo antico, in un’atmosfera passata, e le descrizioni sono minute, eccezionalmente prolisse, ma solo se la storia lo richiede. La lettura ha un ritmo lento, cadenzato dalle parole del vecchio Karan. Con lo scorrere del racconto c’è un’evoluzione dei personaggi, sia nei comportamenti che nella psicologia.
Lo stile di Fabio Carta è molto ricercato, forbito, usa parole desuete, e potrebbe apparire un po’ complicato. Avevo già notato questa sua peculiarità stilistica in “Ambrose”, ma non la considero una pecca, tutt’altro. La voce di Karan in questo frangente si sposa benissimo con questo stile narrativo. Pur non essendo un’appassionata del genere, sono stata trascinata e coinvolta da questo mondo, in cui si alternano battaglie, fughe, conflitti, ed anche l’amore, (di Karan per Luthien), in modo sempre equilibrato e ben proporzionato. Se è riuscito a conquistare anche me, cosa aspettate? Arma infero – il mastro di forgia è una lettura che consiglio a tutti, amanti a priori o meno della fantascienza.

Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.


Recensione a cura di:

rita calistri
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